Quantcast

Transizione ecologica, l’allarme di Cingolani: “Il piano fa gola alle mafie, lo Stato vigili”

Il ministro al festival della legalità: "Fretta e controlli veloci, la tempesta perfetta per i disonesti"

REGGIO EMILIA – Occhio alla minaccia delle infiltrazioni mafiose, nel corso dello sviluppo del piano di transizione ecologica anti-cambiamento climatico nell’ambito del Pnrr. Avvisa così il ministro Roberto Cingolani oggi, intervenendo on line al festival della legalità “Noicontrolemafie” promosso dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con Comuni del territorio.

Spiega il ministro della transizione ecologica a istituzioni e Università Unimore: “Abbiamo fretta di mettere in campo i progetti e la fretta questa volta è dovuta, perché altrimenti ovviamente ci ritroviamo sotto il mare tra 20 anni. I controlli di legalità dovranno dunque essere efficaci, ma condotti in meno tempo. E questa è la tempesta perfetta per chi vuole fare il disonesto”.

Si rivolge così Cingolani alle autorità locali, alla guida di un territorio che ha conosciuto tante inchieste di mafie negli ultimi anni. Aggiunge il ministro: “Mettetevi nei miei panni, ed ovviamente vi sentirete preoccupati. Qui si tratta di investire 60-70 miliardi di euro in operazioni colossali, infrastrutturali. Ci sono centinaia di progetti, non ce n’è uno ed ognuno ha sottoprogetti, con istituzioni pubbliche e privati che devono collaborare e cooperare tra loro. È ovvio che, per quanto io parta dal principio che il 99% delle persone è onesto e positivamente motivato, quell’1% purtroppo, e spero di non essere troppo ottimista, c’è sempre”.

Continua il ministro: “Mai come in questo momento dobbiamo fare un’operazione colossale, con questi volumi di progetti e affari, avendo pochissimo tempo. Pochi giorni fa ho incontrato il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il generale Teo Luzi, a un grande evento nazionale, in collaborazione con il comandante per la Tutela ambientale Valerio Giardina, e ho parlato di tutto questo. Ho chiesto aiuto, non potevo che chiedere aiuto”.

Insiste Cingolani: “Sento un’enorme responsabilità, nell’immensa ambizione del piano che stiamo mettendo in pratica, per proteggere le generazioni future e, soprattutto, i bambini che adesso sono alle scuole elementari. Quando andremo a misurare la decarbonizzazione netta dopo il 2050, e misureremo i +1,5 gradi di riscaldamento, speriamo non di più, i bambini di oggi saranno giovani adulti che vorranno vivere in un pianeta sostenibile”.

Quindi, confessa Cingolani al convegno reggiano, “sono un po’ terrorizzato: con tutta questa roba che c’è da fare, non avendo le armi, temo ci siano troppi approfittatori. Serve davvero che lo Stato faccia un lavoro egregio, il controllo dev’essere ex ante ma non dev’essere un controllo che rallenta. È una sfida nella sfida, quindi, per i nostri difensori della legalità” (Fonte Dire).