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Servizi ambientali, lunedì lavoratori in sciopero

Presidio in Piazza Prampolini dalle 10 alle 12

REGGIO EMILIA – Lunedì 8 novembre i lavoratori e le lavoratrici del comparto Igiene ambientale saranno in sciopero per il rinnovo del contratto nazionale. La mobilitazione, indetta a livello nazionale per l’intera giornata e per tutti i turni di lavoro, riguarda tutte le imprese pubbliche e private del settore, garantendo solo i servizi minimi essenziali su tutta la Provincia.

A Reggio Emilia le organizzazioni sindacali firmatarie del Ccnl – Utilitalia e Fise, FP Cgil, FIT Cisl, Uiltrasporti Uil – saranno in presidio in Piazza Prampolini dalle 10 alle 12.

“Le ragioni dello sciopero – spiegano Carolina Cagossi, FP CGIL, Gaetano Capozza FIT Cisl e Giulia Pasquali Uiltrasporti – sono da ricercare nella profonda insoddisfazione per l’andamento del negoziato, sia nel merito che per i tempi: oramai siamo arrivati a 27 mesi di mancato rinnovo. I lavoratori dell’igiene ambientale, al pari degli altri impiegati nei servizi pubblici essenziali, nel corso di questi anni di pandemia non hanno mai mancato di garantire il loro operato anche a scapito della loro salute. Per tutta risposta le aziende hanno risposo con proposte di riduzioni del costo del lavoro e flessibilità estrema sugli orari di lavoro e aumento della precarizzazione, problematiche che come sindacati abbiamo avuto modo di spiegare agli amministratori delle città di Reggio, Parma e Piacenza nel corso dell’incontro del 29 ottobre svolto a Reggio Emilia”.

In particolare come organizzazioni sindacali sono state avanzate le seguenti proposte. Evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori. Sviluppo delle norme sul mercato del lavoro e della formazione continua con attenzione alla classificazione del personale. Riduzione ad un unico contratto nazionale di lavoro e tutela della filiera dei subappalti con esigibilità della clausola sociale a tutela delle maestranze occupate in caso di cambio appalto. Anche questo tema, della reinternalizzazione e accorciamento della filiera in ottica di garanzia della qualità del lavoro e dei servizi è stato ampiamente dibattuto nel corso dell’incontro del 29 ottobre scorso.

Richiesta economica che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità. Un ampio quadro per permettere al contratto nazionale di lavoro di contribuire alla sfida di modernizzazione del settore per un sistema di ciclo integrato dei rifiuti che non può essere ulteriormente rinviato.