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Sanità, investimenti sul S. Anna: ma resta il nodo del punto nascite

Il sindaco Bini: "Continuiamo a sollecitare costantemente la Regione affinchè spinga il governo a pronunciarsi sulla sperimentazione"

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia) – “Per quanto riguarda il Punto nascite, su cui ovviamente si continua a discutere e mantenere alta l’attenzione, continuiamo a sollecitare costantemente la Regione affinchè spinga il governo a pronunciarsi sulla sperimentazione, così che possa consentire la riapertura sulla quale il presidente Bonaccini si è impegnato”.

Il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, conclude così un lungo intervento in relazione al quadro dei servizi dell’ospedale montano. Bini delinea i cambiamenti importanti a cui andrà incontro il nosocomio montano, ma non risolve l’enigma relativo alla riapertura del punto nascite.

Scrive Bini: “Con le progettualità del Pnrr e le varie disposizioni legislative degli ultimi 18 mesi, è iniziato un percorso di rifinanziamento e riorganizzazione del sistema sanità, per ripensare e riorganizzare le cure primarie, ma anche riflettere sul ruolo degli ospedali, tra i quali anche il Sant’Anna. Nel corso del prossimo quinquennio 2022-2026 l’assetto strutturale dell’Ospedale di Castelnovo vedrà una profonda serie di interventi di adeguamento e miglioramento: il servizio di Pronto Soccorso si amplierà e adeguerà la propria logistica ai mutamenti organizzativo-gestionali emersi con la pandemia, mantenendo però intatta, durante tutto il tempo previsto per i lavori, la propria efficienza e capacità di risposta grazie ad una serie di spostamenti e collocazioni provvisorie all’interno dei locali dell’ospedale stesso”.

Questa prima parte di intervento, del costo complessivo di circa 3 milioni di euro si svilupperà, articolata in varie fasi, nel corso degli anni 2022 e 2023.

“Contemporaneamente – aggiunge il sindaco – vedrà la progettazione e accantieramento un più ampio intervento di adeguamento sismico di due dei complessi storici dell’ospedale, che attualmente ospitano sia spazi di ricovero che di servizi: sostanzialmente l’ingresso Day Surgery–Day Hospital Oncologico e il Piano Uffici Amministrativi e l’area della Cardiologia-Medicina ed Ostetricia. Questo intervento di elevata complessità ed impatto, garantirà l’adeguamento alle più recenti norme antisismiche di tutto l’Ospedale, e, a fronte di un costo complessivo stimabile in circa 7,3 milioni di euro: vedrà termine entro il 2026. Anche nel corso di questa complessa fase di ristrutturazione, verranno compiuti spostamenti, ricollocazioni e riorganizzazione dei vari servizi interessati, così da garantire sempre la continuità della offerta di risposte ai cittadini del Distretto Montano”.

Sui progetti tecnologici, Bini conclude: “Il più importante impegno previsto in ambito di implementazione tecnologica dell’Ospedale è costituto dalla sostituzione dell’apparecchiatura di Risonanza Magnetica che, dall’attuale dotazione di apparecchio da 0,4 Tesla passerà ad una più performante apparecchiatura da 1,5 Tesla, che consentirà di effettuare in loco anche tutte quelle indagini diagnostiche sull’addome, vie urinarie e prostata; encefalo e sistema nervoso; apparato osteomuscolare e apparato cardio respiratorio per le quali attualmente i cittadini del Distretto Montano devono recarsi in altri Ospedali della provincia. Questo intervento, del costo stimato di 700 mila euro, si concretizzerà entro il 2022. Sono infine previsti anche interventi organizzativi: negli ultimi due anni, pur in piena emergenza pandemica, sono state consolidate tutte le Strutture operanti in ambito ospedaliero con l’attribuzione della nuova Direzione alla Struttura Complessa di Medicina Interna, della Responsabile delle Strutture Semplici di Endoscopia, Laboratorio Analisi e Trasfusionale e Pediatria, l’attribuzione del Ruolo di Direttore Facente Funzioni (in attesa di espletamento delle procedure di selezione concorsuale) per la Struttura Complessa di Chirurgia Generale e la trasformazione della Struttura Semplice di Ortopedia e Traumatologia in Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia di Castelnovo Monti – Scandiano”.

Conclude il sindaco: “Quest’ultima azione riorganizzativa, partita nel Novembre 2020, vede l’integrazione tra le preesistenti equipes ortopediche di Castelnovo e Scandiano per costituire un’unica equipe che opera in entrambi gli Ospedali, dedicando l’Ospedale di Castelnovo all’attività chirurgica a maggiore complessità (degenza in ricovero ordinario, attività chirurgica maggiore con anestesista dedicato, interventi di ortopedia programmata, anche implantologica e protesica, su tutti i distretti ed articolazioni dello scheletro appendicolare, nonché tutta l’attività di traumatologia effettuabile secondo il setting assistenziale dell’ Ospedale) mentre sull’Ospedale di Scandiano si è sviluppata tutta l’attività Ambulatoriale e di Day Surgery”.