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L’origine del pollo al curry

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REGGIO EMILIA – Pur trattandosi di una ricetta proveniente dall’oriente, essendo legata alla cultura indiana, il pollo al curry con riso si è conquistato un posto pure nel menù degli occidentali. Un modo semplicissimo per sperimentare con la carne di pollo rimasta nel congelatore ma anche per prendere contatto con altre culture, senza dover intraprendere necessariamente un viaggio.

La ricetta indiana fonde in uno strepitoso mix la carne di pollo con burro, cipolla, farina, panna liquida e curry. Il composto descritto viene poi bagnato con una goccia di vino bianco secco. Nel dettaglio, la ricetta del pollo al curry originale prevede l’uso del riso basmati ma non mancano le varianti che optano per un accompagnamento con verdurine. L’unica costante nel tempo è data dalla salsa al curry unita alla panna liquida per formare una dolce cremina.

Il pollo al curry non può essere certo considerato una pietanza dell’ultimo minuto o salvacene in quanto la sua preparazione richiede tempi non inferiori a 40 minuti benché si tratti di una ricetta poco impegnativa e alla portata dei neofiti. Infine, la versione indiana ha il grande vantaggio di essere composta da ingredienti che si possono reperire con facilità al supermercato. Detto ciò, non resta che allacciare il grembiule e fare spazio in cucina.

Come si prepara il pollo al curry

Dopo aver elencato i benefici del piatto indiano, è doverosa la descrizione dei passaggi caratterizzanti la sua preparazione. Si comincia con le classiche operazioni di pulizia, di lavaggio e di taglio del pezzo di pollo selezionato in otto parti.

Conclusi questi atti introduttivi, l’attenzione si sposta sulle cipolle da tritare, per poi lasciarle ad ondeggiare nel burro mentre questo si scioglie in un pentolino. A questo punto, si calano nel soffritto i pezzetti di pollo per farli rosolare a fuoco lento, rigirandoli ad intervalli regolari. Completata la rosolatura della carne, si aggiunge un pizzico di sale ed una leggera sfumatura di vino bianco il quale viene poi fatto evaporare alzando la fiamma.

Evaporato il vino, la cottura della carne vede l’ingresso del curry, della farina stemprata con brodo e della restante parte di brodo riscaldato in precedenza. Trascorsi 20 minuti, gli otto pezzi vengono prelevati per essere adagiati su un piattino e ricoperti con quella salsa a base di curry rimasta nel tegame. Infine, il preparato torna sul fuoco per essere investito dalla panna liquida prima di portarlo trionfalmente in tavola.

Il pollo al curry Goa: la principale variante della ricetta classica

Si è già accennato al fatto che la ricetta indiana del pollo al curry è suscettibile di variazioni e di aggiunte. Tra queste rivisitazioni, spicca il pollo al curry di Goa con i pezzi tagliati a bocconcini oppure a cubetti.

Eseguito il taglio della carne, si procede alla marinatura con una miscela di succo di limone, paprika, curcuma, coriandolo, cumino, peperoncino, sale ed acqua. Il filo d’acqua è fondamentale per unire il succo di limone alle spezie fino a formare una pasta densa di odori. L’ultimo passaggio è dato proprio dall’immersione dei bocconcini in questa pasta inebriante.

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