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L’Arma dei carabinieri contro la violenza sulle donne foto

Obiettivo primario dei carabinieri è diminuire il “sommerso. Grazie a Soroptimist, stanze dedicate per accogliere le donne che denunciano di essere vittime di violenza e seminari formativi per i militari

REGGIO EMILIA – Sempre maggiore è l’impegno che anno dopo anno l’Arma dei carabinieri pone nel contrasto a tutti quei comportamenti che ledono le donne fisicamente, psicologicamente e nella loro dignità.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Arma ricorda che a Reggio Emilia, la consolidata collaborazione tra il Club Soroptimist della città e il comando provinciale dei carabinieri, ha permesso di realizzare nelle caserme dell’Arma di Reggio Emilia, Guastalla e Castelnovo Monti, una delle 150 stanze diffuse in altrettante sedi dell’Arma su tutto il territorio nazionale del progetto “Una stanza tutte per sé”, nato per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite.

Ma non solo, oltre agli ambienti accoglienti che aiutano le vittime ad aprirsi e denunciare il loro dramma, proprio oggi, il Soroptimist Club di Reggio Emilia, presso il Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia, ha tenuto l’ultima seduta di un seminario concernente la campagna di formazione sulla comunicazione non verbale da attuarsi nei casi di emergenza dello specifico fenomeno di violenza di genere.

Il seminario, tenuto dalla dottoressa Rosaria Ruta, psichiatra e psicoterapeuta con ampia esperienza nell’ambito del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche di Reggio Emilia, nonché docente universitaria all’Università di Modena e Reggio Emilia, ha visto la partecipazione dei comandanti di stazione e di nucleo Operativo e Radiomobile di questa Provincia, che sono i terminali della capillare articolazione dell’Arma sul territorio e quindi i primi ad intervenire nei casi di violenza.

Il seminario è stato incentrato sul tema della “comunicazione non verbale” con specifico riferimento alle donne che subiscono violenza, quindi con particolare attenzione all’espressività post-traumatica, agli ostacoli della comunicazione e alla costruzione di un’interazione favorevole alla richiesta d’aiuto. L’iniziativa, che è stata accolta con vivo interesse da parte degli “addetti ai lavori”, i primi a ricevere i segnali del disagio psicologico e fisico delle vittime di violenze, oltre ad offrire un valido mezzo per accrescere la professionalità nel contrasto ad un fenomeno che sta sempre più delineandosi come una vera e propria sofferenza sociale, mira inoltre ad aiutare le vittime a rivolgersi con sempre maggiore fiducia alle forze dell’ordine che sono ora in grado di ascoltare il loro, spesso silenzioso, grido di aiuto.

Ai saluti finali hanno partecipato il tenente colonnello Stefano Bove, comandante del reparto operativo, il presidente del Soroptimist Club di Reggio Emilia, Maria Luisa Bendinelli, i componenti del Consiglio direttivo e naturalmente la dottoressa Ruta.