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La convivenza tra robot intelligenti e uomini sul luogo di lavoro è possibile?

REGGIO EMILIA – L’introduzione nelle aziende dei robot automatizzati è stata una delle prerogative più significative dell’industria 4.0, che ha determinato un importante cambiamento non solo nelle attività produttive ma, più in generale, nel lavoro quotidiano. Uno degli obiettivi che ci si propone di raggiungere per mezzo dell’automazione industriale consiste nella riduzione delle attività più ripetitive e complesse per l’uomo. Ma non solo: al tempo stesso è possibile aumentare il livello di precisione di alcune operazioni in modo da ridurre al minimo le probabilità di errore.

Robot intelligenti: uno spauracchio da temere o un prezioso supporto?

Eppure, c’è un diffuso luogo comune che discende dalla proliferazione dei magazzini robotizzati: si teme, infatti, che l’arrivo dei robot sia destinato a far diminuire in misura sempre più consistente il numero di posti di lavoro. Come tutti i luoghi comuni, questo ha un fondo di verità, ma è necessario precisare: alcuni posti di lavoro effettivamente spariranno, ma questo non comporterà una diretta diminuzione dell’occupazione. Infatti, proprio per effetto dell’introduzione dell’automazione vedranno la luce nuove professioni digitali, che richiederanno un livello sempre più elevato di specializzazione. La vita in comune tra le macchine e gli uomini, quindi, ha tutte le carte in regole per procedere in maniera specifica, a patto che i lavoratori del presente e del futuro siano disposti a formarsi e ad aggiornare le proprie competenze sulla base degli inevitabili cambiamenti che potranno derivare dalla comparsa dei robot. Come trovare, allora, la perfetta sinergia fra la macchina e l’uomo?

L’automazione fra presente e futuro

Aziende all’avanguardia dal punto di vista tecnologico come LCS Group dimostrano che oggi i robot, se ben integrati in un contesto aziendale, rappresentano una componente di fondamentale importanza per aumentare il livello di competitività delle imprese, anche in una prospettiva internazionale. D’altra parte l’automazione è ormai una realtà consolidata in una grande varietà di contesti produttivi, ed è anche per questo motivo che occorre imparare ad acquisire la necessaria familiarità rispetto alle loro caratteristiche e, soprattutto, ai vantaggi che ne possono scaturire.

È ora di abbandonare i pregiudizi del passato

È giunto davvero il momento di mettere da parte i pregiudizi che per anni, se non addirittura per decenni, hanno accompagnato i robot nel mondo del lavoro. Quella che prevede una netta contrapposizione fra la persona e la macchina è una visione dicotomica che non solo è datata ed eccessiva, ma soprattutto è sbagliata. Accantonati i film e i libri di fantascienza che paventano il dominio dei robot sull’uomo, conviene fare i conti con la realtà e magari adottare una visione diversa, anche dal punto di vista culturale. D’altro canto i processi produttivi continuano ad evolvere e il loro cambiamento non può essere arrestato: questo non vuol dire che lo si debba accettare in maniera passiva, ma neppure che lo si debba combattere come se si trattasse di un nemico.

I robot in Italia e nel mondo

Secondo i dati dell’associazione italiana di automazione e robotica, l’Italia è sesta a livello mondiale nella classifica dell’impiego di robot industriali. In tutto il pianeta sono circa tre milioni i robot che vengono utilizzati, e di questi quasi due terzi sono concentrati in Asia. Le perplessità che aleggiano attorno all’Industria 4.0 sono anche figlie delle conseguenze di Industria 3.0, che in effetti almeno all’inizio ha avuto delle ripercussioni dal punto di vista dell’occupazione. Allo stato attuale, però, la situazione è decisamente diversa.

Il valore della formazione

Sia chiaro, però: l’integrazione dell’automazione in ambito industriale può avere un senso solo se i lavoratori non vengono abbandonati a sé o considerati soggetti passivi. Questo vuol dire, in termini pratici, garantire loro una formazione adeguata, e specifica sui robot. Non si tratta solo di permettere alle persone di continuare a mantenere un posto di lavoro, ma soprattutto di garantire un arricchimento che coinvolge tutti gli attori in gioco, a cominciare dall’azienda. I benefici che scaturiscono dall’automazione sono molteplici, in termini di ergonomia e di sicurezza, ma perfino sul piano della qualità della vita.

I robot saranno sempre più presenti

Ormai la strada è stata imboccata e non si può tornare indietro: l’automazione industriale implica che i robot diventeranno sempre di più compagni di vita dei lavoratori in molti contesti aziendali, anche nell’ambito di una fusione fra il mondo reale e quello digitale. Una delle tendenze più moderne è quella dell’antropizzazione delle macchine. Se la robotica nelle imprese è una realtà consolidata e si caratterizza per una crescita che pare inarrestabile, non è più il momento di aver paura, ma di prepararsi ai cambiamenti per tradurli in un vantaggio. Come dire: i cambiamenti non verranno subiti, ma potranno rappresentare un beneficio concreto per tutti.