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Iren, il sindaco bacchetta Torino e Genova sugli stipendi dei manager

Vecchi: "Solo l'Emilia si è spesa per tenerli più bassi della media"

REGGIO EMILIA – Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi “tira le orecchie” ai colleghi di Genova e Torino che in questi anni si sarebbero spesi poco nella discussione sugli stipendi dei top manager di Iren. Nel giorno in cui Cgil, Cisl e Uil e gli operatori ecologici della multiutility hanno protestato davanti al Comune (nell’ambito di uno sciopero nazionale) per contratti poco dignitosi e politiche sugli appalti dell’azienda, il primo cittadino ha risposto in sala del Tricolore ad un’interrogazione sul tema del capogruppo di “Coalizione civica” Dario De Lucia.

Vecchi ha in primo luogo respinto al mittente le accuse sui compensi “d’oro” dei dirigenti, sottolineando che “nell’ambito di quelle che sono le principali multiutility del settore, ed Iren è tra le prime quattro di queste (con A2A, Hera e Acea), voi potrete trovare nella documentazione pubblica ed ufficiale la constatazione che l’indirizzo che questo territorio ha sempre dato ha portato con sè un risultato storico, cioè che il livello della retribuzione media di presidente, vice presidente e amministratore delegato, non è assolutamente nemmeno lontanamente paragonabile ai dirigenti delle analoghe multiutility del settore, in alcuni casi con un differenziali di alcune centinaia di migliaia di euro sulla stessa funzione”.

Di fatto, prosegue il sindaco, “abbiamo amministratori delegati che arrivano vicini al milione di euro l’anno, mentre i nostri sono sempre stati retribuiti con compensi, ancorché molto alti, decisamente al di sotto della media”.

Continua poi Vecchi: “Abbiamo alle spalle anni in cui sono stati principalmente e a volte quasi esclusivamente i sindaci emiliani (Reggio, Parma e Piacenza), ma in particolar modo i sindaci dei 45 Comuni reggiani coloro che nelle sedi opportune e con prese di posizione pubbliche hanno sempre promosso iniziative per consolidare delle politiche retributive dei manager che non seguissero la mera inerzia del mercato”. Dunque “noi sindaci reggiani ed emiliani continueremo in questa direzione ad avere un atteggiamento sobrio il più possibile ma al tempo stesso realistico, cioè non un attteggiamento che fa scappare i migliori”.

Tuttavia, precisa il reggiano, “devo però anche dire che ci aspettiamo questo livello di attenzione possa arrivare anche da Genova e da Torino perché in questi anni, in diversi frangenti, è indubbio che il dibattito pubblico che si è posizionato su questo tema è stato tendenzialmente azionato dall’iniziativa dei sindaci dell’Emilia e non sempre ha trovato un livello altrettanto analogo di condivisione di queste rifelssioni”. Il consigliere De Lucia si è dichiarato non soddisfatto della risposta.

“Molto bello, ma ci troviamo a fare una discussione a posteriori. Nell’assemblea dei soci del 6 maggio – dice – si potevano portare elementi su questi tematiche”. Inoltre, ricorda l’interrogante, il nuovo amministratore delegato (e direttore generale di Iren) Gianni Vittorio Armani, “persona che ha lavorato con Graziano Delrio al ministero da quello che risulta”, percepirà 597.000 euro nel 2022. Un compenso quindi maggiorato di circa 100.000 euro rispetto al suo predecessore. “Se a Torino e Genova la discussione non è all’ordine del giorno – concorda però De Lucia – mi dispiace perché si potrebbe fare fronte comune” (fonte Dire).