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Ex Reggiane, le aree dismesse potranno essere espropriate

Nel Pug del Comune un vincolo sulle parti che non sono oggetto di riqualificazione

REGGIO EMILIA – I settori ancora dismessi dell’area ex Reggiane attualmente non oggetto di interventi di riqualificazione potranno essere espropriati nel caso in cui dovessero presentarsi “opportunità significative di insediamento di funzioni di interesse pubblico”. E’ la principale novità che discende dall’assunzione del Piano urbanistico generale del Comune di Reggio Emilia, che ha a sua volta recepito le previsioni del masterplan riguardo a vocazioni, funzioni e accessibilità di tutti i 250.000 metri quadrati della vecchia area industriale cittadina.

Il “vincolo urbanistico finalizzato all’acquisizione coattiva della proprietà su tutta l’area attualmente non oggetto di rigenerazione – spiegano da piazza Prampolini – rappresenta un ulteriore strumento a garanzia della realizzazione, per stralci, del progetto del Parco innovazione esteso a tutta l’area delle ex Reggiane”. Inoltre “ne consente la immediata fattibilità, nel caso in cui dovessero presentarsi opportunità significative di insediamento di funzioni di interesse pubblico, utili a rigenerare parti non ancora oggetto di intervento da parte di Stu Reggiane spa”.

Si ricorda infatti che “il partenariato pubblico-privato resta lo strumento privilegiato per la realizzazione del masterplan, che ha l’obiettivo di definire e rendere manifeste al mercato la vocazione e la destinazione dell’area attraendo collaborazioni con privati e istituzioni che intendano condividerne i contenuti”.