Quantcast

Dove il tempo si è fermato, i piccoli borghi: al festival Anso l’esperienza di Succiso

Il progetto con il suo video finale verrà presentato all’interno della decima edizione del festival Glocal a Varese venerdì 12 novembre alle 11

REGGIO EMILIA – Il progetto Piccoli Borghi promosso da Anso (Associazione nazionale stampa online), con il contributo di Google News Initiative, è uno spaccato d’Italia poco conosciuto. Il progetto con il suo video finale verrà presentato all’interno della decima edizione del festival Glocal a Varese venerdì 12 novembre alle 11 in un incontro dal titolo, Dove il tempo si è fermato: i piccoli borghi. Parteciperanno il regista Francesco Raganato, il presidente di Anso Marco Giovannelli, Manuel Sgarella e Vincenzo Cifarelli. Con loro anche i rappresentanti delle dodici testate coinvolte nei lavori.

Dodici borghi, poche migliaia di abitanti, tante storie e un comune denominatore: la voglia di restare e vivere. Quello che esce dal progetto promosso da ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online), con il contributo di Google News Initiative, è uno spaccato d’Italia poco conosciuto e che non si troverà facilmente sulle riviste patinate.

Oggi, per fortuna, c’è una vera riscoperta delle piccole comunità sparse per tutta la penisola. Ci sono trasmissioni televisive, documentari, giornali, che parlano dei nostri borghi. Il lavoro di Anso e delle dodici testate selezionate tra i tanti che avevano chiesto di partecipare nasce dal basso e ha un taglio giornalistico. Un racconto intenso e pieno di vitalità.

Il progetto con il suo video finale verrà presentato all’interno della decima edizione del festival Glocal a Varese venerdì 12 novembre alle 11 in un incontro dal titolo, Dove il tempo si è fermato: i piccoli borghi. Parteciperanno il regista Francesco Raganato, il Presidente di ANSO Marco Giovannelli, Manuel Sgarella e Vincenzo Cifarelli. Con loro anche i rappresentanti delle dodici testate coinvolte nei lavori.

I DODICI PROGETTI E BORGHI

CAMPANA DI FAGNANO ALTO

ilcapoluogo.it

Abruzzo – Abitanti:18


Il borgo di Campana si trova nel cuore del Parco Regionale Sirente Velino nell’Appennino Abruzzese. È un borgo antico arroccato su un costone di montagna, nato a fianco del Fiume Aterno. Campana conserva la magia di una natura incontaminata, essendo circondata da boschi di querce e da tartufaie di nero pregiato, in una valle incantata dove si può camminare in mezzo alla ricca fauna del Parco, in mezzo ad un reticolo di antiche mulattiere e di moderne piste Ciclabili. A breve terminerà la ricostruzione post sisma e Il borgo di Campana sarà un piccolo gioiello, uno scrigno di storia che fonda le sue radici nel I secolo d. C.

CIVITACAMPOMARANO

www.primonumero.it

Molise – Abitanti: 367

Civitacampomarano non è solo un borgo bellissimo con una lunga storia e con la caratteristica inedita sul territorio di avere un patrimonio culturale e storico ricchissimo a fronte di una dimensione esigua, a cominciare dallo splendido Castello Angioino, dichiarato Monumento nazionale nel 1979. E’ anche il paese che ha dato i natali ai due storici più importanti del Molise:Vincenzo Cuoco (amico di Alessandro Manzoni) e Gabriele Pepe, quest’ultimo precursore dell’Unità d’Italia e del Risorgimento. E’ il simbolo della resistenza contro lo spopolamento, fenomeno peggiorato dal fronte franoso che si è aperto nel 2017 e sta mettendo a rischio la sopravvivenza del centro storico, attraverso una serie di azioni e inter-venti culturali e artistici che lo rendono unico. Da 4 anni ospita, ogni estate (mese di giugno) il Cvtà street fest, nato da una idea dell’artista Alice Pasquini. Ultimamente si è imposta all’attenzione pubblica una iniziativa interessante: la casa natale del letterato e politico Vincenzo Cuoco è stata scelta da Airbnb, popolare piattaforma di affitti, nell’ambito di ‘100 Case 100 Idee’ e Civitacampomarano è stata inserita in un panorama di turismo sostenibile dei piccoli borghi che unisce antico e moderno.

CORINALDO

viveresenigallia.it

Marche – Abitanti: 4.900

Corinaldo, oltre ad essere uno dei Borghi più belli d’Italia ha una storia secolare ed è ricca di decine di peculiarità uniche. Si va dalla Santa bambina Maria Goretti alle Miss Strega elette nella notte di Halloween. Ogni aneddoto, è correlato ad un luogo o ad un oggetto tutt’ora presenti nel Bordo, come il Cannone di Fico con cui fecero guerra ai vicini di Montalboddo, Il pozzo dove tentarono di cucinare la polenta, e la casa – incompiuta – di Scuretto. Non a caso è noto come “Il Paese dei Matti”.

CORNELLO DEI TASSO

bergamonews.it

Lombardia – Abitanti: 4.900

Cornello dei Tasso è un piccolo (piccolissimo) gioiello di storia medievale, perfettamente conservato nel cuore della Valbrembana, terra di Arlecchino. Il nome del borgo è legato all’antica famiglia Tasso, conosciuta per le opere del poeta Torquato Tasso e per avere inventato il sistema postale europeo, praticamente una sorta di multinazionale ante litteram. Parliamo di un selvaggio angolo di terra dove il tempo sembra essersi fermato, anche per questo è stato inserito tra i “borghi più belli d’Italia”.

BORDIGHERA ALTA – DOLCEACQUA

riviera24.it

Liguria – Abitanti: 2.092

I comuni delle Regine e dei pittori Impressionisti Francesi. Dolceacqua. II toponimo Dolceacqua deriva quasi certamente dalla presenza di un borgo di epoca romana chiamato Dulcius, trasformatosi in seguito in Dulciàca, Dusàiga e Dulcisaqua. Furono i conti di Ventimiglia nel XII secolo a costruire il primo nucleo del locale castello – a questo periodo è attestata la prima citazione ufficiale del borgo in un documento del 1151 – un presidio edificato alla sommità della rupe che dal versante orografico sinistro del torrente Nervia ne controlla strategicamente tuttora la biforcazione della valle stessa e le strade che vi convergono. Tra il 1270 e il 1276 risale l’acquisto del villaggio di Dolceacqua da parte della famiglia Doria (una quota del castello fu acquistata nel 1270 dal genovese capitano del popolo Oberto Doria), borgo sotto la rocca che conobbe nei decenni successivi ampliamenti a gironi concentrici fino alla configurazione attualmente visibile.

FERTILIA

alguer.it

Sardegna – Abitanti: 1.100

La storia del borgo che racconta una delle pagine più dolorose del dopo guerra, (la diaspora dalmata e istriana) ricca di memoria e di passato, si unisce ad un territorio incontaminato dove il mare si incontra con la campagna. La presenza di numerosi immobili ancora fatiscenti e disabitati, bene si prestano al racconto di una comunità unica, con un patrimonio architettonico dalla enormi potenzialità e residenti che ancora gelosamente custodiscono una ricca memoria, dalla forte connotazione identitaria.

POGGIOREALE

tp24.it

Sicilia – Abitanti: 2.000

Poggioreale porta ancora con se le ferite del terremoto del Belice del 1968. Il borgo, oggi largamente disabitato, ha un suo fascino particolare, perchè unisce una parte antica e caduta ad una nuova, tanto da essere speso utilizzato come set cinematografico. Oggi si va lentamente spopolando, eppure si trova in una zona della Sicilia, il Belice, che ha tantissime potenzialità.

SAINT-RHÈMY-en-BOSSES

aostasera.it

Val d’Aosta – Abitanti: 328

La Valle d’Aosta viene definita da sempre regione Carrefour d’Europe. Un borgo più di altri nella sua storia ha rappresentato questo”crocevia”. Si tratta di Saint-Rhémy-en-Bosses, adagiato ai piedi del massiccio del Gran San Bernardo, uno dei più frequenti passi alpini, diventato nel Basso Medioevo il transito privilegiato per i commerci tra l’Italia e l’Europa occidentale. La particolare posizione e il costante passaggio di viandanti, commercianti e pellegrini hanno indubbiamente influito, in passato, sul carattere e sulle potenzialità della comunità di Saint-Rhémy-en-Bosses, oltre che sulla sua economia. Dal X secolo, per esempio, gli abitanti godettero della viérie du Montjoux, il diritto esclusivo, concesso dai Savoia, di accompagnare i viag-giatori e le loro merci da Aosta al valico e, nel XVII secolo, ottennero un altro importante beneficio: l’esenzione dal servizio militare in cambio della loro preziosa attività di Soldats de la neige, ovvero di soccorso dei viaggiatori e di manutenzione della strada.

SANTA FIORA

ilgiunco.net

Toscana – Abitanti: 2.000

È uno dei borghi più belli della Maremma. Si trova sul Monte Amiata. La sua storia è legata alle sorgenti del fiume Fiora e alle miniere di mercurio. Oggi la sua vocazione turistica e culturale ne fanno un riferimento non soltanto per la provincia di Grosseto, ma anche per la Toscana. Da anni ospita il festival “Santa Fiora in Musica” e grazie a Simone Cristicchi il Coro dei Minatori di Santa Fiora ha conosciuto palcoscenici nazionali portando alla ribalta la cultura popolare del luogo. Il teatro del borgo porta il nome di Andrea Camilleri che qui ha trascorso le vacanze per anni nella sua casa.

SQUILLACE

catanzaroinforma.it

Calabria – Abitanti: 3.000

Le sue origini si perdono nel lungo trascorrere del tempo, mentre la leggenda conferisce ad Ulisse la fondazione della città. Il Re di Itaca, mentre stava tornando a Troia, approda, dopo una tempesta, in una zona pianeggiante tra il fiume Corace e il fiume Alessi, qui avrà origine Squillace. Il nucleo urbano antico si trova nel territorio più vicino al mare, mentre l’attuale centro ha origini medievali. Il viaggio alla scoperta del Golfo di Squillace inizia da Borgia, località situata tra i boschi e il mare, in un luogo dove si percepisce ancora lo splendore della Magna Grecia. Percorrendo il corso principale del borgo, si possono ammirare numerosi artistici portali in pietra lavorata, alcuni antecedenti il famoso terremoto del 1783 altri successivi. Il castello di Squillace è normanno e fu costruito nel 1044. Ha un’architettura che non segue un canone preciso e fu rimaneggiato per lunghi periodi.

SUCCISO

reggiosera.it

Emilia Romagna – Abitanti: 65

Succiso (Reggio Emilia) è un piccolissimo borgo sull!Appenino Tosco Emiliano, a 980 metri sopra il livello del mare. Un paesino di 65 anime, dominato dall’Alpe di Succiso, in cui arrivano ricercatori da Giappone, Corea, Birmania, Stati Uniti, Canada, Swaziland per studiare quella che è considerata la prima cooperativa di comunità nata in Italia, per capire come funziona e come eventualmente esportarla all’estero. È la Cooperativa Valle Dei Cavalieri. La coop ha aperto negli anni, in questo paese spopolato, un bar e una bottega di prodotti alimentari, dove oggi arrivano clienti pure dai paesi limitrofi, perché il negozio più vicino dista 20 chilometri. Hanno avviato un ristorante, che oggi ha 220 coperti e un agriturismo con sei camere e venti posti letto che ospita fino a 14mila turisti all’anno. E da poco hanno avviato anche un piccolo centro benessere. La Cooperativa ha poi riscoperto un!attività storica per Succiso: l’allevamento di pecore e la produzione di formaggio. Collaborano con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano e organizzano passeggiate per i turisti. Qualche anno fa, è nato il progetto “Neve e Natura”, rivolto ai ragazzi della scuola secondaria superiore che ospita per alcuni giorni gli studenti e organizziamo escursioni e laboratori naturalistici. In dieci anni, i ragazzi accolti sono 1.600. Grazie alla Cooperativa, che oggi è formata da 33 soci, tutti volontari, il paese è tornato a vivere. Se durante l!inverno gli abitanti sono 65, in estate diventano 500- 600. I dipendenti a tempo pieno sono sette (di cui due romeni e due portatori di handicap), più cinque o sei stagionali. La coop fa 700mila euro di fatturato.

VALLE DELL’ANGELO

“Unico settimanale” e “I piccoli”

Campania – Abitanti: 236

È il comune più piccolo della Campania. Dopo anni di mancate nascite, recentemente sono nati 2 bambini un segnale di rinascita; c’è una certa vitalità anche sotto l’aspetto turistico con un albergo diffuso, due ristoranti di ottimo livello, frequentati dagli ospiti che vi arrivano, in piccoli gruppi, per fare escursioni in montagna, il Cervati (1898 m) il più alto della Campania. Vi è insediata anche una “pasticceria agricola” che pro-duce ed esporta in Italia e soprattutto all’estero; un frantoio che effettua la molitura delle olive producendo olio di alta qualità. L’emigrazione comincia per motivi politici prima sotto i Borboni e poi a seguito delle promesse mancate dall’unificazione dell’Italia. Il paese fu, come tutti gli altri della zona, costruito intorno alla chiesa eretta da monaci basiliani arrivati nel Cilento per lasciarsi dietro le persecuzioni iconoclastiche che li cacciarono dal mondo bizantino.