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Covid, a Reggio quadro stabile: ma l’Ausl è in allerta

In terapia intensiva ci sono quattro non vaccinati: fra questi un 47enne

REGGIO EMILIA – Non suona ancora l’allarme rosso, ma nell’Ausl di Reggio Emilia scatta l’allerta per l’evoluzione della pandemia. “Indubbiamente, anche se i dati degli ultimi giorni sono abbastanza confortanti per la nostra provincia e anche per la nostra regione, non possiamo nascondere una certa preoccupazione per quello che accade intorno a noi”, dice il direttore generale Cristina Marchesi. “Mi riferisco al contesto nazionale, dove qualcosa sta cambiando, poco ma sicuro. Quindi quello che preoccupa è il futuro”, aggiunge.

Al momento però “la nostra situazione di alta copertura vaccinale ci tranquillizza che dovremmo avere, se il virus torna a circolare in maniera rilevante, un impatto assorbibile sulla parte ospedaliera”, dice ancora Marchesi. Puntualizzando tuttavia come “è chiaro che per tenere questo livello di argine l’impegno è sempre molto alto sia per quanto attiene tutte le attività di sorveglianza e di tracing e lo stesso dicasi per la campagna vaccinale con le terze dosi”.

Il quadro generale – che registra un’incidenza di 39 casi su 100.000 persone – è insomma stabile come conferma anche il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi: “Rispetto alla media di nuovi positivi che tra settembre e ottobre si era dimezzata (da 41 a 20) l’andamento ospedaliero della pandemia oggi non vede ancora delle variazioni significative. La variazione giornaliera del numero dei ricoverati non è tale da far emergere una tendenza chiara sia in termini di aumento che di ulteriore riduzione dei ricoverati con covid. Questo tuttavia non ci consente di azzeraere l’offerta di posti letto sugli ospedali di Reggio e Scandiano”.

In dettaglio il numero di pazienti positivi che accedono in pronto soccorso si mantiene stabile tra i 20 e i 23 al giorno su un totale di circa 400 persone. La media dei ricoverati covid in degenza ordinaria è passata dai 28,5 di settembre ai 18,4 di ottobre. Oggi i ricoverati sono 21, di cui 4 in terapia intensiva tutti non vaccinati. Hanno 47, 59, 60 e 69 anni. Le media dei ricoverati in terapia intensiva, che a ottobre era scesa a 1 è risalita a 4 (i posti letto disponibili sono 5). Secondo Mazzi a preoccupare è poi l’aumento di accessi in pronto soccorso per altre patologie, che registra dati superiori al periodo pre covid.

Due mesi fa la media giornaliera è stata di 411, salita a ottobre a 432 e a 443 nei primi 4 giorni di novembre. “Questo dato- commenta il dirigente dell’Ausl- è preoccpuante perché ormai non è più episodico ma mostra una tendenza consolidata per tutto il secondo semestre dell’anno che ovviamente si ripercuote sui reparti di degenza che hanno un tasso di occupazione stabile di oltre il 90%”. Attualmente comunque, “l’impatto ospedaliero della pandemia non registra incrementi preoccupanti. Sembra essere una condizione di stallo senza variazioni sostanziali ma che richiede di non abbassare la guardia e prestare attenzione a tutti i segnali in vista di una stagione, quella invernale- autunnale, già di per sè molto impegnativa sotto il profilo epidemiologico anche in condizioni ordinarie”.

Sulla situazione “ancora buona” delle scuole, riporta dil direttore del dipartimento di Sanità pubblica Emanuela Bedeschi. Ad oggi non c’è nessun focolaio attivo. Su 13 classi sono in corso approfondimenti: 11 con sospensione della frequenza in attesa dell’esito dei tamponi e due in quarantena (una sezione di nido e una di scuola dell’infanzia). In ambito sportivo, da settembre, sono emersi tre focolai con casi in 14 squadre. I tamponi di controllo effettuati su questo fronte sono stati finora 300.

Il direttore sanitario Nicoletta Natalini aggiorna infine sulla campagna vaccinale. Le terze dosi fatte agli aventi diritto (immunocompromessi e ultra 80enni, personale sanitario e delle Cra che hanno fatto la seconda dose da oltre 6 mesi) sono oltre 28.000. Nei prossimi giorni saranno invitati con sms altri 26.500 reggiani. La potenza di fuoco delle sedi vaccinali è di circa 2000 vaccini al giorno. Dalla prossima settimana, viene annunciato, sarà riattivato anche il sistema di vaccinazione “drive in” per coloro che hanno difficoltà a muoversi, ma possono salire in macchina.