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Vaccino, sanitari inadempienti: 114 segnalazioni

I cittadini rimasti che non vogliono farlo sono 31mila e 500

REGGIO EMILIA – Sono 114 gli operatori sanitari della provincia di Reggio Emilia segnalati dal dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl ai rispettivi datori di lavoro o Ordini professionali per non aver ottemperato all’obbligo di vaccinazione anti covid. Di questi 48 sono dipendenti della stessa Azienda sanitaria (nove si sono vaccinati dopo aver ricevuto il provvedimento, gli altri saranno sospesi) e 66 di altri enti (14 si sono messi in regola).

Soltanto quattro sanitari – uno dell’Ausl e tre no – hanno presentato documentazione medica tale da essere esonerati. Allo stato, inoltre, sono 450 le “seconde lettere”, (vale a dire l’invito finale a vaccinarsi dopo l’esame delle carte presentate) inviate ai “camici bianchi”, che non hanno risposto alla prima comunicazione (1665 quelle inviate) in cui si chiedeva loro di motivare perché non avessero aderito alla campagna di vaccinazione.

A fornire i dati sono i professionisti Ausl nel report settimanale sull’andamento della pandemia e delle vaccinazioni. Emerge così che sono circa 31.500 i reggiani che non hanno ricevuto ancora alcuna dose mentre le percentuali della popolazione vaccinata sono pari al 92% (con la prima dose) e al 82% (con il ciclo completo). Dal 20 settembre è partita anche la somministrazione della terza dose alle persone immunodepresse: 1.100 i vaccini inoculati e 5.000 le prenotazioni. Non è invece ancora iniziata la campagna delle cosiddette dosi “booster” che servono a mantenere nel tempo la risposta immunitaria al virus.

Nelle ultime due settimane le prenotazioni del vaccino, complice l’obbligo di green pass al lavoro dal 15 ottobre, si sono registrate in leggero aumento: da 400 a 600 in media. La situazione dei nuovi contagi si mantiene poi “tranquilla”, come confermato anche dal direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi. La media dei pazienti positivi sul totale degli accessi in pronto soccorso è pari al 5% mentre quella dei ricoverati per covid si è dimezzata – dal 3 all’1,7% – nelle ultime due settimane.

I pazienti ricoverati sono 19 di cui uno (un 60enne non vaccinato) in terapia intensiva e uno in pediatria (positivo ma ricoverato per altra causa) a fronte di 32 posti letto disponibili. “L’impatto pandemico sta riducendosi in modo costante – spiega Mazzi – mentre rimangono elevati rispetto alle medie del periodo gli accessi in ospedale per altre patologie”. Si mantiene entro il livello di guardia, infine, la situazione dei contagi nelle scuole. Al momento, rendiconta Emanuela Bedeschi del Dipartimento di sanità pubblica, è attivo un solo focolaio nella classe di una scuola media, mentre in altre quattro classi dove si è riscontrato un caso si sta procedendo con i tamponi ai contatti stretti, ma non è stata disposta la quarantena.