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Vaccinazioni, a Reggio chiude il maxi hub delle Fiere

Da mercoledì, in città, le terze dosi all'ex ospedale Spallanzani

REGGIO EMILIA – Dopo quasi 10 mesi di attività il maxi hub vaccinale delle Fiere di Reggio Emilia si avvia alla chiusura perché “ormai sovradimensionato rispetto alle reali esigenze”. Domani sarà l’ultimo giorno di somministrazioni e da mercoledì inizierà lo smantellamento delle strutture del capannone che nel giro di una settimana tornerà vuoto nelle mani della proprietà.

Il centro, allestito a tempo di record, era entrato in funzione lo scorso 8 gennaio grazie ad un accordo tra gli enti locali reggiani e l’imprenditore Giorgio Bosi, proprietario del polo di via Filangeri, che ne aveva concesso l’uso in comodato gratuito per tre mesi. Ora la campagna vaccinale si sposta – ma con numeri molto diversi – in altre strutture: all’ex ospedale Spallanzani nel capoluogo e negli altri centri già presenti nei distretti.

In dettaglio nel capannone “C” delle fiere sono state iniettate 361.684 dosi con una media giornaliera intorno alle 2.600. Il giorno in cui si è vaccinato di più – con 3.099 operazioni – è stato il 21 giugno. Nei box vaccinali, 18 “espandibili” a 22, si sono alternati nei turni circa 74 medici, 61 infermieri, 8 operatori sociosanitari e 40 amministrativi. Strategico anche il supporto di circa 1.000 volontari complessivi della Protezione civile e di altre associazioni di volontariato.

Al successo della campagna vaccinale hanno inoltre contribuito, grazie ad un accordo con il Comune, anche 10 percettori del reddito di cittadinanza, impiegati nelle attività di “accoglienza” e misurazione della temperatura dei cittadini. L’Ausl reggiana sta ancora facendo i conti, ma le spese sostenute per l’hub in procinto di chiudere i battenti si aggirano intorno ai due milioni. Come puntualizza il direttore amministrativo Davide Fornaciari, tuttavia, “abbiamo avuto un’importante sponsorizzazione di 315.000 euro da parte di Credem che ci ha permesso di coprire i costi dell’affitto e come azienda abbiamo noi stessi effettuato degli investimenti, ad esempio per i condizionatori ed altre attrezzature, che hanno un valore e saranno comunque riutilizzate”.

Cristina Marchesi, direttore generale dell’Ausl sottolinea: “Andiamo a chiudere quello che era un po’ il simbolo della vaccinazione a Reggio Emilia, ma lo facciamo dopo che ha assolto più che egregiamente al suo compito”. Continua Marchesi: “Un po’ di magone nell’abbandonare questo luogo c’è, ma anche la soddisfazione di essere qua e per i risultati raggiunti in un momento di tensione per il Paese”. L’hub, conclude Marchesi, “è ormai sovradimensionato, a Reggio ci sposteremo all’ex ospedale Spallanzani, che è una struttura di proprietà, per continuare la somministrazione del vaccino alle persone immunodepresse e agli ultraottantenni”.

Considerando la popolazione residente, a Reggio Emilia, l’89% dei cittadini ha ricevuto almeno una dose, e l’86% ha completato il ciclo. Percentuali che, parametrate sul numero effettivo degli “assistiti” presenti sul territorio, superano in entrambi i casi il 90%. Degli over 80 il 90% di chi ha ricevuto l’invito a ricevere la terza dose ha accettato.

Un successo che il sindaco Luca Vecchi riconosce alla “‘maggioranza silenziosa’ dei cittadini, rispetto alle minoranze spesso scomposte che abbiamo visto in questi giorni, che in modo civile, ordinato e regolare, ha fatto quello che doveva fare per sconfiggere il covid e tornare alla normalità”. Sulla stessa linea il presidente della Provincia Giorgio Zanni: “Siamo qui per una chiusura che in realtà apre una nuova fase. Il lavoro continuerà, non è ancora il momento di togliere le mani dal manubrio, ma ringrazio tutti coloro che hanno adempiuto ad un obbligo civico e civile, anche in un momento in cui la paura tendeva a prevalere”.