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Torna la cena di Natale del Grade in presenza

Quest’anno si terrà all’Ente Fiere di Scandiano, il 18 dicembre, a partire dalle 20

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REGGIO EMILIA – “Ci abbiamo riflettuto, abbiamo valutato la situazione attuale, abbiamo considerato che ci fosse la possibilità di fare tutto in sicurezza. Quindi invitiamo tutti gli amici e sostenitori alla nuova cena di Natale Grade: finalmente possiamo tornare a vederci, a incontrarci di persona. È un evento che ci emoziona e non vediamo l’ora di ritrovarci insieme, dopo due anni”.

Così il presidente della Fondazione Grade Onlus, il dottor Francesco Merli, annuncia il ritorno della Cena di Natale, che quest’anno grazie alla collaborazione del comune di Scandiano trova una nuova location: l’Ente Fiere di Scandiano, dove la serata andrà in scena il 18 dicembre, dalle 20. La prenotazione è obbligatoria, e per accedere sarà necessario il green pass. Per prenotarsi è possibile contattare la segreteria Grade, tel. 0522 295059, info@grade.it, 371 1601440- 3466924809 .

“Si tratta di un momento che storicamente è davvero importante per la nostra Fondazione – aggiunge il direttore Roberto Abati – perché rappresenta l’occasione di trascorrere una serata in compagnia, finalmente in presenza, per poterci rivedere, per uno scambio di auguri speciale. Inoltre in questa occasione condividiamo con gli amici storie ed esperienze, risultati raggiunti e traguardi futuri”. Il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti aggiunge: “Ospitare a Scandiano la grande cena di Natale del Grade è per noi motivo di grande orgoglio, farlo all’interno del nostro polo fieristico – recentemente riconvertito ad hub vaccinale – aggiunge un significato a cui teniamo tutti in modo particolare. Quello di riconoscere ai nostri operatori sanitari, impegnati in prima linea in questa difficile lotta alla pandemia, un ruolo fondamentale nel nostro benessere e nella nostra vita di comunità. Siamo poi particolarmente onorati che il Grade, una delle più belle storie reggiane degli ultimi anni, abbia scelto Scandiano, dove le porte per iniziative di questo genere sono sempre spalancate. Ringrazio quindi il dottor Merli e tutto il Gruppo e dò appuntamento a tutti al 18 dicembre per una serata di condivisione che sono certo sarà bellissima”.

Sono traguardi davvero importanti quelli che la Fondazione ha raggiunto negli ultimi anni, alcuni legati anche allo sforzo per dare risposta alla pandemia, come la raccolta fondi straordinaria in collaborazione con Unindustria Reggio Emilia, attivata nella fase più acuta dell’emergenza, che rapidamente ha raggiunto la cifra di circa 800.000 euro, investiti per dare una risposta forte a un’emergenza inedita, sostenendo in particolare i reparti sui quali la pandemia aveva visto il maggiore impatto. Inoltre Grade ha donato la nuova Spect-Ct al reparto di Medicina nucleare, e ha sostenuto l’upgrade della Pet acquistata nel 2008 con il “quinto anello” che ne ha migliorato la definizione. Negli ultimi mesi, è stata consegnata anche la nuova colonna laparoscopica del valore di 140mila donata all’ospedale Santa Maria Nuova da Grade e dall’Associazione Lodini, una strumentazione innovativa per la chirurgia.

“La serata del 18 dicembre – conclude Abati – andrà invece a sostenere il progetto “Ricerca o non Ricerca?”, che ha l’obiettivo di introdurre nuove terapie per la cura dei linfomi attraverso due studi di livello nazionale. Gli studi sono coordinati dal professor Stefano Luminari, responsabile della Struttura Semplice di ricerca oncoematologica attivo nella Struttura Complessa di Ematologia del Santa Maria Nuova, e dallo stesso dottor Merli, che dell’Ematologia è direttore. Il primo si chiama “Foll19” e ha l’obiettivo di valutare se sia possibile ridurre la somministrazione di chemioterapia nei pazienti con linfoma follicolare che mostrano una risposta rapida ai trattamenti. Il secondo progetto invece si chiama “Previd” e si propone di migliorare l’efficacia del trattamento immuno-chemioterapico nei pazienti anziani con linfoma a grandi cellule B con l’integrazione di vitamina D. Lo studio viene condotto presso 50 centri italiani di ematologia”.

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