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Sequestro First Aid One, la Cgil: “Confermati i nostri timori”

I sindacati: "Ora subito verifiche, ma i servizi vanno reinternalizzati"

REGGIO EMILIA – Nel terremoto giudiziario che ha investito First Aid One la Cgil di Reggio Emilia e la categoria della Funzione pubblica trovano una “ulteriore conferma alle preoccupazioni e gli allarmi” rivolti dal 2014 ad Ausl, Asp e politica locale. La società di trasporti sanitari, che si è aggiudicata appalti anche all’interno dell’ospedale Santa Maria Nuova e dell’Azienda servizi alla persona di Reggio, è stata posta ieri sotto sequestro dalla Guardia di finanza di Pavia.

Caporalato, turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture per un valore complessivo di circa 11 milioni sono le accuse mosse ai dirigenti dell’azienda che da quasi otto anni svolge il servizio di accoglienza al pronto soccorso di Reggio. E nel febbraio di quest’anno si è aggiudicata anche un appalto biennale dell’Asp per il trasporto in ambulanza degli ospiti delle case di riposo da e per l’ospedale. Un appalto che aveva fatto discutere, perché strappato alle pubbliche assistenze del territorio offrendo il servizio a prezzi stracciati.

“Per quanto ci riguarda – affermano i sindacati – riteniamo indispensabile da parte di Ausl ed Asp, la messa in campo di tutte le verifiche necessarie in merito alla qualità dei servizi offerti agli utenti e al rispetto delle condizioni di lavoro e degli standard contrattuali per i dipendenti”.

Già in passato, ricordano le parti sociali, “avevamo evidenziato e segnalato come ai dipendenti stessi fossero applicati condizioni salariali molto al di sotto della media dei contratti nazionali applicati dalla stragrande maggioranza delle aziende del settore”. Cgil e Funzione pubblica restano poi convinte “che l’unica via che possa prevenire ed evitare il ripetersi di situazioni simili sia la reinternalizzazione dei servizi, ribadendo che la vera garanzia della qualità dell’assistenza al cittadino, sta nel servizio pubblico e non nella logica degli appalti, a maggior ragione se questi sono assegnati al massimo ribasso”.

I sindacati reggiani, quindi, seguiranno l’evolversi della vicenda chiedendo tavoli di confronto “per tutelare i dipendenti coinvolti e garantire continuità e qualità complessiva del servizio per i cittadini”.