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Polo Silk Faw, il progetto: un campus dell’auto elettrica foto

La commissione Uso e assetto del territorio esamina questa sera l'accordo di programma: iter concluso nel febbraio 2022

REGGIO EMILIA – Un vero e proprio “campus dell’auto elettrica”, composto da un centro innnovazione, lo stabilimento produttivo che dovrebbe sfornare 4.400 vetture all’anno e una serie di attività ausiliarie: un centro ricerca e sviluppo, uno di “stile”, un incubatore di start up, un’area per convegni ed eventi, una per la formazione e un “albergo” per l’accoglienza e l’ospitalità. Sono le caratteristiche del polo delle supercar di nuova generazione targato Silk-Faw che dovrebbe sorgere a Gavassa.

Il progetto è contenuto nella proposta di “accordo preliminare di programma” che, dopo l’approvazione della modifica all’accordo territoriale da parte del Consiglio comunale di Reggio Emilia avvenuta lo scorso settembre, viene presentata questa sera dal vicesindaco Alex Pratissoli alla commissione Uso e assetto del territorio. Il documento, che sarà poi sottoposto al Consiglio comunale di Reggio Emilia e in seguito pubblicato per la raccolta di pareri e osservazioni, è l’esito del lavoro svolto dalla Conferenza dei Servizi che, nei mesi di agosto e settembre, ha valutato oltre all’accordo anche il piano urbanistico attuativo e lo studio ambientale preliminare dell’intervento. La conclusione dell’iter autorizzativo è prevista per febbraio 2022.

“L’intervento delineato e proposto alla città da Silk-Faw – dice Pratissoli – presenta caratteri distintivi strategici per la crescita qualitativa del nostro territorio. Il gruppo individua infatti il proprio core business nella progettazione e produzione di auto elettriche e ibride di alta gamma, prodotto ad oggi ancora assente nella Motor Valley emiliana”.

Inoltre, sottolinea il vicesindaco, “per la prima volta, ingenti capitali stranieri non si propongono per una acquisizione di aziende locali, bensì per realizzare un investimento green field da 1,3 miliardi di euro con una prospettiva di medio-lungo periodo”. Questi ed altri elementi, prosegue Pratissoli, “hanno portato i soggetti sottoscrittori dell’accordo di programma a valutare con grande interesse le possibili collaborazioni al fine di garantire al territorio il massimo indotto traducendolo in impegni concreti, da parte dell’azienda, da realizzarsi già nei prossimi mesi”.

Infine, conclude Pratissoli, “la sfida che ci si presenta è anche quella di un riposizionamento di Reggio Emilia nella Motor Valley a partire dal segmento automotive con tecnologia più avanzata, che istituzioni, organizzazioni sindacali e di categoria dovranno cogliere garantendo la massima tutela dei lavoratori e al contempo la nascita di nuove opportunità di crescita ed internazionalizzazione del territorio”.

Il piano attuativo fornisce ulteriori elementi di dettaglio dell’intervento, caratterizzato da una superficie territoriale di 34,7 ettari, di cui l’80% già urbanizzato e la parte restante urbanizzabile, pertanto senza consumo di suolo agricolo. Per quasi il 70% l’area sarà destinata a verde pubblico e privato, mentre la superficie edificabile è pari a 12,4 ettari. Con la modifica dell’accordo territoriale approvato dai Consigli Comunali di Reggio Emilia, Correggio e San Martino in Rio e dalla Provincia sono stati inoltre riconvertiti ad agricolo quasi 10.000 metri quadri di aree potenzialmente urbanizzabili a confine con l’area di intervento. L’accessibilità verrà garantita attraverso due rotatorie sulla strada provinciale 113, di cui una già esistente ed una in progetto. In sede di accordo di programma, la Regione si è inoltre impegnata a sviluppare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un nuovo casello autostradale “Reggio Est”.

Nell’area è inoltre previsto un investimento complessivo di circa due milioni per la sistemazione di sette chilometri di piste ciclabili e 70.000 metri quadrati di bosco urbano. L’accordo di programma, inizialmente firmato con la cordata sino americana da Regione, Comune e Provincia di Reggio, è stato poi esteso ad altri soggetti del territorio: l’università, la Fondazione Its Maker e alla Fondazione per la formazione universitaria a orientamento professionale (Fup) che attiveranno progetti di ricerca e formazione. Ci sono poi Stu Reggiane spa (che fornirà a Silk Faw una sede per il suo quartier generale nel parco dell’innovazione alle Reggiane: circa 700 metri quadrati ed un costo complessivo di 1,3 milioni di cui la metà a carico della multinazionale) e la Fondazione Rei (Reggio Emilia Innovazione) che prevede di realizzare un incubatore d’impresa nel settore dell’automotive.

Per il suo nuovo polo produttivo Silk Faw si è impegnata a investire oltre 1,3 miliardi entro il 2028 e a effettuare 1.000 nuove assunzioni di cui il 30% laureati. L’azienda ha infine presentato lo Studio ambientale preliminare, propedeutico alla “Via”, necessaria in quanto l’opera ricade fra gli “Impianti di costruzione e montaggio di auto”, anche se non sono previste né la produzione e trasformazione di metalli, né la produzione di celle per le batterie degli autoveicoli elettrici. Lo studio ha previsto misure migliorative per ridurre le emissioni inquinanti, comprese quelle derivanti dal traffico.