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L’allarme dei sindacati: “Asp fragile, serve un direttore”

Cgil e Cisl: "Preoccupano il taglio dei posti e il futuro dei servizi"

REGGIO EMILIA – La nomina del direttore generale dell’Azienda di servizi per anziani, minori e disabili “Città delle persone” di Reggio Emilia – una delle più grandi in Italia con quasi 700 dipendenti – “non può più aspettare”. E’ l’appello che i sindacati della Funzione pubblica di Cgil e Cisl, dopo alcune assemblee dei giorni scorsi, rivolgono alla presidenza dell’Asp e al Comune di Reggio, di cui l’azienda è un ente vigilato.

“Il quadro che emerge dalle assemblee dei lavoratori è di una azienda in forte sofferenza e fragilità, non solo economica, già presente prima dell’emergenza pandemica, ma che quest’ultima ha reso ancor più evidente e grave”, spiegano i sindacati. In particolare nei servizi per anziani “ad una turnazione già gravata dalla riorganizzazione del 2018 (quando l’Asp è nata per effetto della fusione di due aziende, ndr) si sono aggiunti prima la pesantezza del lavoro nel periodo pandemico nel quale molti operatori si sono ammalati e tanti anziani hanno perso la vita e oggi la preoccupazione per il taglio dei posti accreditati all’azienda da parte del Comitato di distretto”.

Come annunciato anche dalla presidente Mariella Martini in commissione, sono infatti previste la chiusura del nucleo speciale e del centro diurno dedicati alla demenza, la rideterminazione dell’organico e la ridefinizione dei turni di lavoro nelle strutture. Punti su cui le sigle hanno chiesto e ottenuto un tavolo tecnico “che dovrà cercare soluzioni condivise per un’organizzazione più sostenibile per i lavoratori e di qualità nei servizi agli ospiti”. Anche se “preoccupa l’apparente disinvestimento progettuale e di organico rispetto ad una risorsa importante per la cittadinanza come i centri diurni”.

Rispetto ai servizi per minori e disabilità, relativamente toccati dall’emergenza pandemica, “negli anni sono aumentate una serie di difficoltà, divenute oramai strutturali”, spiegano la Fp Cgil e la Cisl Fp. Infatti, sottolineano “è dal 2011 che non vengono realizzati concorsi né verticalizzazioni per educatori per cui oggi più del 30% ha un contratto interinale che comporta un continuo turn over, con conseguente logoramento della qualità dei servizi basati sulla relazione fra educatore e minore o disabile, relazione che dovrebbe essere la più stabile possibile”.

L’impressione “che emerge – continuano i sindacati – è che si sia persa una visione strutturale di questi servizi, che oggi sono garantiti principalmente dalla dedizione dei lavoratori”. In questo “complesso quadro fatto di criticità nuove e croniche”, concludono pertanto Cgil e Cisl, “la soluzione non può prescindere dalla nomina in tempi brevi di un direttore generale, che manca dal gennaio 2021, e dal rafforzamento della compagine dirigenziale attraverso la copertura del posto da dirigente, vacante dal 2018, che a nostro avviso dovrebbe essere dedicato dell’area educativa e della formazione del personale”.

Da qui la richiesta al Comune di “un’accelerazione negli atti da compiere” per “mettere in campo tutte le azioni necessarie e non più rinviabili per il rilancio del lavoro e di servizi di qualità, in ambiti così importanti e strategici per la città”.