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First Aid One, Coalizione Civica: “L’Asp interrompa la collaborazione”

De Lucia e Aguzzoli: "Non rispetta i dipendenti e mette a rischio la salute delle persone"

REGGIO EMILIA – L’Asp “Città delle persone” di Reggio Emilia, ente vigilato dal Comune, interrompa la collaborazione con “First aid One”. A chiederlo sono i consiglieri comunali di “Coalizione civica” Dario De Lucia e Fabrizio Aguzzoli in seguito all’inchiesta della Procura di Pavia su un giro di presunti appalti truccati, che ha portato all’arresto di quattro dirigenti della società e ad un maxi sequestro di beni della stessa.

Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, in particolare, l’azienda che dallo scorso febbraio operava anche a Reggio trasportando gli ospiti delle case riposo gestite da Asp in ospedale, vinceva le gare proponendo prezzi talmente bassi che talvolta superavano il limite della anti-economicità e assicurando, solo formalmente, una folta flotta di mezzi. In realtà sfruttava i lavoratori e impiegava un numero di ambulanze inferiore a quello previsto dal contratto.

In piena pandemia, infine, i costi si limavano anche a scapito della sicurezza, sanificando raramente i veicoli. Con riferimento alla realtà cittadina De Lucia spiega: “Fino alla fine del gennaio 2021 il servizio di trasporto era svolto da realtà del territorio, come Croce Verde, Croce Rossa e Pubblica assistenza di Castelnovo Sotto”. Per l’appalto “si sono poi fatti avanti due soli pretendenti: First Aid One di Pesaro e la Croce Maria Bambina di Milano (che è sempre controllata da persone di First Aid One)”.

First Aid One, prosegue il consigliere, “ha vinto l’appalto al massimo ribasso con una tariffa di 20,90 euro a trasporto, una cifra talmente sotto soglia che è inspiegabile come possono tenere attivo il servizio, pagare adeguatamente i lavoratori e mantenere standard qualitativi adeguati”.

Già alle prime vicende giudiziarie De Lucia e Aguzzoli avevano presentato domande puntuali su questa azienda, fino alla commissione del 15 aprile, dove si era chiesto se fosse non fosse ipotizzabile una revisione della aggiudicazione visti i pronunciamenti delle Procure.

“La risposta – chiosano i consiglieri comunali – fu negativa e venne fuori che a First Aid One non è stata chiesta la certificazione antimafia, perché è necessaria solo per appalti di importo maggiore e neanche l’accreditamento della Regione, richiesto solo per le prestazioni ospedaliere e ambulatoriali e quindi non per questo servizio di trasporto”.

Ora però “è ovvio che, anche a luce delle novità giudiziarie, non è possibile che Asp Città delle Persone (partecipata del Comune) che già aveva messo a bando al minimo ribasso il servizio, mantenga una collaborazione con società che, dal quel che si legge dagli atti della Procura, non rispetta i dipendenti e mette a rischio la salute delle persone in un periodo così delicato”, affermano i consiglieri di Coalizione Civica.

Per questo “abbiamo depositato una interrogazione per sapere anche della situazione delle sanificazioni dei mezzi usati da First Aid One a Reggio Emilia”. Su questo punto e sull’eventuale revoca dell’aggiudicazione del servizio – un appalto biennale da 58.000 euro – “vogliamo nero su bianco una risposta pubblica e ufficiale”, chiudono De Lucia e Aguzzoli.

Oggi i 22 barellieri della società incriminata erano intanto regolarmente al lavoro.