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Comune, il Tar accoglie un ricorso contro variante al Rue

Azzurra costruzioni potrà proseguire il suo piano edilizio a Pieve Modolena

REGGIO EMILIA – Il Tar di Parma ha accolto il ricorso della società “Azzurra Costruzioni” dell’imprenditore Salvatore Salerno presentato contro il Comune di Reggio Emilia sulla variante al Regolamento urbanistico ed edilizio (Rue) approvata dal Consiglio comunale il 24 febbraio 2020. La sentenza – emessa lo scorso 28 aprile – ricostruisce la vicenda del piano urbanistico “Nova Modolena” (risalente al 2003 e compreso nel piano regolatore generale del 1999) attuato dalla società ricorrente su alcune aree di sua proprietà nella frazione di Pieve.

Nel corso degli anni sono state realizzate in maniera sostanzialmente completa le opere di urbanizzazione e la gran parte dei lotti. Le opere sono inoltre state sottoposte a tre collaudi nel 2007, nel 2011 e nel 2013. A luglio del 2016 il piano, essendo decorsi dieci anni dalla relativa approvazione più i tre anni di proroga senza che lo stesso fosse stato completato interamente era risultato scaduto. Ma l’Azzurra costruzioni, ottenuto un nuovo titolo a costruire nel 2017 riprese i lavori delle opere di urbanizzazione, completandole nel 2018.

Le operazioni di collaudo del comparto, supervisionate da un architetto del Comune, si sono concluse l’anno dopo. A cambiare le carte in tavola sono però state le norme del Rue, modificate in senso peggiorativo per l’azienda. Secondo le nuove previsioni infatti, pur essendo state completate e collaudate le opere di urbanizzazione del comparto, ma non essendo il collaudo intervenuto entro la data di adozione della variante in questione, l’attuazione dei lotti non ancora edificati è preclusa fin tanto che non verrà approvato il nuovo Piano urbanistico generale.

Durante la fase di pubblicazione della variante stessa la società si è opposta presentando un’osservazione in cui chiedeva il mantenimento della precedente disciplina di Rue o, in alternativa, l’introduzione di una norma ad hoc per il comparto, che consentisse la prosecuzione del piano urbanistico. Dopo che l’osservazione è stata respinta l’Azzurra Costruzioni ha fatto ricorso al Tar chiedendo l’annullamento di numerosi atti comunali inerenti la vicenda.

Uno dei punti centrali del ricorso, che è stato accolto, riguarda la mancata riclassificazione dell’area che con la variante sarebbe dovuta essere indicata come “Auc3” (“Tessuti eterogenei di buona o discreta qualità insediativa”), mentre è rimasta “Auc2” (“tessuti in corso di formazione sulla base di piani urbanistici attuativi vigenti). “Tale nuova classificazione del comparto – scrivono i giudici – avrebbe avuto un fondamentale impatto sulla vicenda” in quanto per questa tipologia di comparti, “la variante ha previsto l’ultrattività dei piani scaduti, senza limiti derivanti dal momento del collaudo rispetto all’adozione della variante e quindi la società avrebbe potuto procedere ad edificare sui lotti residui senza dover attendere l’approvazione del Pug”.

Il Comune di Reggio, dunque, dovrà procedere alla riclassificazione del comparto. “La soddisfazione della società – fanno sapere dall’Azzurra Costruzioni – consiste non solo nell’esito del contenzioso, ma anche nel constatare che, probabilmente anche in ragione e grazie al contenzioso, il Comune ha rimeditato la propria originaria posizione”. Prevedendo cioè nel nuovo Pug “regole che consentono anche ai piani attuativi scaduti, ma con opere di urbanizzazione sostanzialmente realizzate, di poter completare il progetto edificatorio”.