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Anziani, lotta alle truffe anche nei centri sociali foto

Al via la nuova campagna con sportello e spot in radio e tv

REGGIO EMILIA – Uno sportello antitruffa e il coinvolgimento attivo dei centri sociali e dei gruppi di “controllo di comunità”. Sono i due inediti punti di forza della nuova campagna contro le truffe agli anziani “Non siamo nati ieri”, avviata a Reggio Emilia e provincia con un finanziamento di 40.000 euro del ministero dell’Interno gestito dalla Prefettura.

Lo sportello, con sede nel centro sociale del “Gattaglio” in città, fornirà nello specifico supporto morale e materiale a chi ha subito un raggiro, mentre nei 27 centri sociali del territorio è prevista l’attivazione di punti informativi sui più svariati metodi di truffa (dai falsi tecnici del gas, agli avvocati che chiedono soldi per trarre d’impaccio un parente, fino al complesso mondo degli inganni via internet e al telefono) e di sensibilizzazione al problema. Nei luoghi ricerativi degli anziani, inoltre, verranno organizzati momenti di confronto pubblico con le Forze dell’ordine.

Nello stesso tempo, i 50 coordinatori dei 30 gruppi di controllo di comunità (che coinvolgono in totale circa 2000 cittadini) saranno istruiti per rafforzare il presidio sul territorio e intercettare i possibili truffatori, anche veicolando informazioni e consigli agli anziani potenziali vittime di truffa. Completano il progetto gli spot radiofonici e sulle reti televisive locali che saranno trasmessi per circa un mese, dei totem informativi nei parcheggi, un vademecum con i numeri utili da tenere accanto al telefono e una guida – stampata in 5.000 copie – che descrive le situazioni maggiormente ricorrenti sia in casa che in strada e spiega come comportarsi in caso di dubbio o minacce.

“Gli anziani – dice il prefetto Iolanda Rolli – sono le nostre radici e non è possibile che vengano presi di mira da coloro che pensano di poterli truffare, solo perché li ritengono più fragili”. Il sindaco Luca Vecchi parla di un progetto fatto “di concretezza” e di “lettura lucida dei problemi del nostro tempo” per “trovare, attraverso la collaborazione tra istitituzioni e con il volontariato, delle soluzioni adeguate”.

Come spiegano dai Carabinieri, “il fenomeno delle truffe agli anziani si registra da almeno un decennio e non tende a scemare. Le denunce e le segnalazioni permangono e sono costantemente perseguite”. Il comandante della Polizia locale Stefano Poma, coordinatore del progetto, invita infine a fare attenzione soprattutto alle proposte sulla rete e via telefono, dove spesso vengono carpiti dati sensibili o numeri di carte di credito. Un test per i venditori porta a porta? “Chiamare la loro azienda e verificare che sono realmente chi dicono di essere”, il suggerimento del comandante.