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Addio ddl Zan, il centrosinistra si interroga: “Fallimento”, “Riproviamoci”

Dopo l'ok alla 'tagliola' che in Senato ha stoppato l'iter del disegno di legge contro l'omotransfobia, i partiti che lo sostenevano cercano una spiegazione per l'inatteso risultato del voto segreto

ROMA – L’affossamento del ddl Zan sotto i colpi di tagliola in Senato lascia strascichi nel campo del centrosinistra. Pd e Movimento 5 Stelle si erano intestati la battaglia per i diritti civili e adesso si guardano storto per la possibile presenza di franchi tiratori nei rispettivi schieramenti. Complice il voto segreto, la richiesta di non passaggio agli articoli presentata da Lega e Fdi è stata approvata con 154 voti favorevoli, 131 contrari e 2 astenuti: tra Pd, M5S e Italia Viva almeno quindici senatori avrebbero voltato le spalle alla posizione a favore del ddl Zan espressa dai leader dei partiti.

MARCUCCI (PD): ” GESTIONE FALLIMENTARE”

“L’intera gestione della vicenda, da maggio ad ora, è stata certamente fallimentare. Non si tratta di essere Cassandre, ma di conoscere l’Aula in modo approfondito. Anche l’aperutra del segretario Letta è stata sì opportuna ma decisamente tardiva”. Così il senatore Pd Andrea Marcucci in un’intervista al quotidiano L’Avvenire. “Le responsabilità del voto di ieri sono molteplici: di un centrodestra arretrato, di un centrosinistra timido, certamente. Tra i miei colleghi, sicuramente qualcuno non aveva buoni voti in matematica ed ha accumulato molti problemi nei calcoli. Fuor di metafora, il risultato non c’è stato perché politicizzare eccessivamente un provvedimento come questo è sbagliato – prosegue Marcucci – .È diventata la legge del Pd, utile per alzare la bandierina ma dannosa per l’esito, come è evidente”.

IL DEM STEFANO: “I FRANCHI TIRATORI SONO NEL M5S”

“Bisognava evitare in tutti i modi il voto segreto, ricorrendo al dialogo su un provvedimento che la destra aveva comunque messo nel mirino il ddl Zan. I franchi tiratori cercateli nel M5S, un gruppo parlamentare che sta vivendo una difficile transizione. Io ho iniziato a fare politica con Nichi Vendola, so benissimo che valore aveva quel provvedimento”. Lo dice il senatore Pd Dario Stefano, presidente della commissione Politiche Ue in collegamento con l’Aria che tira su La7.

DI MAIO: “AD AFFOSSARE IL DDL SONO STATI ALTRI PARTITI”

“È inutile fare i finti paladini dei diritti civili, quando ieri al Senato alcuni partiti politici hanno affossato proprio il ddl Zan. Questa è la realtà dei fatti. Un provvedimento a favore proprio dei diritti civili, un provvedimento di dignità, spazzato via tra gli applausi umilianti dell’Aula“. Questa la presa di posizione di Luigi Di Maio, ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, su Facebook. Il quotidiano britannico ‘Guardian’ “definisce il voto di ieri ‘vergognoso’ – prosegue Di Maio – Confermo e sottoscrivo. Questa è l’immagine dell’Italia che la politica consegna al mondo”.

Nel suo libro, spiega il ministro, “parlo del tema dell’omosessualità. Per me è inaccettabile che tutt’oggi questo tema venga usato con un’accezione negativa, dispregiativa, denigratoria. È agghiacciante che una parte della politica, con il coinvolgimento di alcuni media, provi a screditare le persone dando un significato negativo alla parola omosessualità. Non c’è cosa più meschina”. In tutto ciò “continuo a leggere commenti sessisti e omofobi, così si alimenta la cultura dell’odio che colpisce e ferisce le persone – aggiunge Di Maio – Ora, però, bisogna fermarsi un attimo, realizzare che forse è stato superato ogni limite e bisogna mettere un punto a tutto questo. Un punto fermo. L’Italia nel 2021 non può accettare discriminazioni di questo genere”.

NARDELLA: “PERSA OCCASIONE GIGANTESCA, MA IL PD CI RIPROVI”

Lo stop di ieri al Ddl Zan “è una gigantesca occasione persa”. Tuttavia “la battaglia per i diritti civili va avanti. E mi auguro davvero che il Pd ci riprovi. Il partito deve riprovarci e andare avanti mettendo in campo una nuova proposta di legge oppure l’attuale. Non dobbiamo arrenderci”. L’esortazione arriva dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, che, a margine di un evento in città, aggiunge: “Da sindaco ho imparato che con la tenacia e la perseveranza i risultati si portano a casa. Non bisogna gettare la spugna dopo questo stop, che non dipende certo dal Pd“.

Per far questo, però, il primo cittadino chiede il sostegno del Paese: “Ci stia vicino in questa battaglia per i diritti civili, perché ne abbiamo bisogno” e perché quello che ieri è successo in Senato “non è il Paese reale. Gli applausi, gli urli di giubilo dei senatori non hanno niente a che vedere con il Paese reale, che ha un’altra visione, un’altra velocità e un altro modo di guardare ai diritti e alle pari opportunità”.

FRATOIANNI (SI): “IL VOTO SEGRETO È DA VIGLIACCHI”

“Il voto segreto sul Ddl Zan segnala anche il carattere un po’ vigliacco di questo voto. Parliamo di diritti, di persone in carne ed ossa e ci sono stati senatori e senatrici che non ci hanno messo la faccia, usando il voto segreto come un paravento. È stata una forzatura regolamentare, ma anche se non lo fosse stata, quella scelta è politicamente una scelta vigliacca”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni ai microfoni di Rai3 nel corso della trasmissione Agorà.

“Ci sono state forze politiche che hanno deciso preventivamente di collocarsi da un’altra parte come Italia Viva – prosegue il leader di SI -, non c’era mica bisogno di scoprirlo nel segreto dell’urna che Iv si è schierata dall’altra parte da tempo, e ha costruito una sponda preventiva all’azione della destra. E come era evidente, questo voto lo conferma, non aveva nulla a che vedere con la scelta di intervenire nel merito dei singoli articoli, aveva come obiettivo di impedire che la legge continuasse il suo iter. Questo è successo – conclude Fratoianni -, Poi naturalmente nel segreto dell’urna ci sarà stato qualcun altro non di Iv che vigliaccamente ha fatto anche lui un pezzo del lavoro sporco. Ma è chiaro oramai che Italia Viva politicamente sta da un’altra parte”.

LAFORGIA (LEU): “ORRIBILE USARE I DIRITTI COME MONETA DI SCAMBIO PER GIOCHETTI POLITICI”

“L’affossamento del ddl Zan porta i nomi di coloro che al voto segreto hanno voluto unire i propri voti alla destra, togliendoli al fronte progressista. Una partita spregiudicata, giocata sulla pelle delle ragazze e dei ragazzi che attendevano questa legge di civiltà. È orribile usare come moneta di scambio per i propri giochetti politici i diritti delle persone”. Così il senatore di Leu Francesco Laforgia (Fonte Dire).