Quantcast

Vaccino, studio Regione: “E’ efficace, il Covid colpisce i non protetti”

L'assessore Donini: "Chi è senza profilassi ha un rischio di ricovero dieci volte più alto"

REGGIO EMILIA – L’epidemia continua a colpire soprattutto i non vaccinati, che hanno un rischio 10 volte superiore di finire in terapia intensiva. Questo perchè i vaccini contro il Covid funzionano, anche a distanza di sette mesi. A confermarlo è un doppio studio realizzato dalla Regione Emilia-Romagna, che analizza da un lato l’efficacia della profilassi anti-Covid e dall’altro mette a confronto le ospedalizzazioni tra vaccinati e non vaccinati in questi mesi estivi.

“Si conferma un’ondata epidemica destinata soprattutto alla popolazione non vaccinata – afferma l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, oggi in conferenza stampa – c’è un’esposizione dei non vaccinati esponenzialmente superiore sia per i contagi sia per i ricoveri e i decessi. Per questo riformulo l’appello a vaccinarsi e ad anticipare la prenotazione. Vaccinatevi il prima possibile”.

Tra giugno e agosto, spiega l’assessore, “c’è stato un incremento di contagi per i giovani non vaccinati: la fascia più colpita è stata dai 12 ai 39 anni. Per quanto riguarda i ricoveri invece i più colpiti sono tra i 60 e 79 anni, prevalentemente non vaccinati”. Dallo studio della Regione, dunque, emerge che “il rischio di infezione per i non vaccinati è cinque volte maggiore rispetto a chi è vaccinato, il rischio di ricoveri è dalle nove alle 13 volte maggiore, il rischio di finire in terapia intensiva è 10 volte maggiore e il rischio di decesso è cinque volte superiore”.

Nell’ultimo mese, aggiunge Donini, “sulle ospedalizzazioni abbiamo ravvisato un’incidenza di 1,2 casi su 10.000 per i vaccinati, mentre l’incidenza dei non vaccinati è 11,1 casi su 10.000 persone”.

L’altra parte dello studio della Regione Emilia-Romagna riguarda invece l’efficacia dei vaccini ed è stata realizzata esaminando la coorte di tutti vaccinati dall’inizio della campagna fino al 20 agosto. L’analisi, sottolinea Donini, “in sostanza conferma in questi sette mesi di vaccinazioni una protezione nei confronti del contagio all’87%, una protezione dai ricoveri al 94% e una protezione da terapie e decessi al 95%. Quindi chi si vaccina ha altissime possibilità di non contrarre l’infezione, di non essere ricoverato e di non morire”.

L’efficacia del vaccino, inoltre, “si mantiene costante nel tempo – continua l’assessore – con una lieve diminuzione per le prime categorie vaccinate. Per gli operatori sanitari siamo all’83% di protezione, mentre per i degenti delle Cra la protezione oscilla tra l’88 e il 96% perchè sono più protetti e non hanno la vita sociale di un medico o infermiere”. Con l’arrivo della variante delta, aggiungono gli esperti della Regione, c’è stata “una piccola riduzione nell’ordine del 3% rispetto ai livelli di protezione. Ma è residuale”.

Questi dati serviranno anche a prendere una decisione sulla terza dose. “Lo studio della nostra agenzia sanitaria ci rassicura sul fatto che comunque a distanza di sette mesi la protezione è ancora molto buona – afferma Donini – lo studio ora entrerà a far parte di una valutazione più complessiva dell’Iss. Qualora ci fosse una decisione del Governo sulla terza dose, che tutti noi ormai riteniamo molto probabile, siamo già pronti perchè abbiamo da tempo individuato la medicina territoriale, i punti vaccinali e le strutture ospedaliere”.