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Vaccino, dieci sanitari “no vax” si ravvedono

L'Ausl "accoglie" i ripensamenti: campagna a fine settembre verso l'84%

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REGGIO EMILIA – Tutti gli infermieri, i medici e gli altri operatori non in regola hanno ricevuto la seconda lettera e, a conti fatti, i provvedimenti di sospensione di operatori sanitari non vaccinati contro il Covid, in provincia di Reggio Emilia, oggi sono 66. In più della metà dei casi non si tratta di dipendenti diretti dell’Ausl. Dei 66 provvedimenti ne sono stati revocati 10, per “avvenuta vaccinazione: e di questo siamo contenti”.

Lo segnalano all’Ausl-Irccs di Reggio Emilia, facendo il punto oggi sui sanitari ‘no vax’ nel territorio. La direttrice generale dell’Ausl, Cristina Marchesi, commenta: “I 10 revocati rappresentano l’obiettivo che ci si è dati con questa norma del decreto 44, ossia spingere gli operatori scettici a sottoporsi al vaccino. La sospensione arriva davvero, alla fine, e quindi c’è chi ci ha ripensato. Ci aspettiamo e ci auguriamo altre revoche, del resto abbiamo bisogno dei nostri operatori. Anche a sospensione in corso, ci si può sempre ripensare”.

Più sulla campagna vaccinale in generale, analogamente al quadro regionale, Marchesi spiega che “a fine settembre arriveremo a oltre l’80%, attorno all’84%, della popolazione vaccinata a ciclo completo. Contiamo oggi 6.000 prime dosi prenotate, su tutto settembre e un po’ di ottobre contiamo invece 42.000 seconde dosi. È quello che serve per completare. Al momento siamo all’82,3% di copertura con almeno una dose e come ciclo completo al 76%, tra i valori più alti”.

La campagna vaccinale in provincia, per ora, conta 734.452 dosi somministrate: 398.468 prime dosi e 335.984 seconde dosi. In questa fase finale di campagna, ormai, si procede anche a Reggio Emilia per libero accesso al vaccino, grazie alle iniziative dell’Ausl tra cliniche mobili e camper nelle scuole, più che sulle prenotazioni (fonte Dire).

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