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“Stop al volto coperto in luoghi pubblici”, bocciata la mozione del centrodestra

Secondo la Lega il "sacrificio" del diritto delle donne di religione islamica a portare burqa o niqab, coprendosi il volto per ragioni di culto, sarebbe stato "ragionevole e proporzionato" in forza delle necessità di pubblica sicurezza

REGGIO EMILIA – Con 16 voti contrari, 10 favorevoli e un astenuto, registra una netta bocciatura la proposta del Carroccio di Reggio Emilia di vietare l’ingresso, nei luoghi pubblici, di donne con il volto coperto. Secondo la Lega reggiana il “sacrificio” del diritto delle donne di religione islamica a portare burqa o niqab, coprendosi il volto per ragioni di culto, sarebbe stato “ragionevole e proporzionato” in forza delle necessità di pubblica sicurezza.

Tenendo conto “dei recenti e tragici episodi di cronaca”, e delle disposizioni di legge vigenti “a tutela dell’ordine pubblico”, che vietano di indossare dispositivi che rendano impossibile il riconoscimento nei luoghi pubblici, i consiglieri leghisti avevano infatti chiesto al sindaco di indicare enti e società appartenenti al Comune in cui far applicare il divieto.

“Per quanto la previsione di divieto di accesso a viso coperto” nei luoghi individuati possa “comportare potenzialmente uno svantaggio per le donne che, per ragioni di tradizione, culturali o per professare il proprio credo religioso indossano il velo, tale svantaggio appare oggettivamente giuistificato”, sostenevano. Tuttavia, le motivazioni del Carroccio non hanno convinto il Consiglio comunale, che ieri, appunto, ha bocciato la proposta con 11 voti favorevoli (Lega Salvini premier, Alleanza civica, M5S, Panarari del Gruppo misto, Forza Italia), 16 voti contrari (Pd, Immagina Reggio, Reggio è) e 1 astenuto (Più Europa).