Quantcast

Le rubriche di Reggiosera.it - Italia e mondo

Scarcerato l’ex presidente catalano Puigdemont. “Ma dovrà restare in Sardegna

La vicenda giudiziaria per il politico arrestato ad Alghero non è ancora conclusa: c'è da decidere sull'estradizione in Spagna

ROMA – “Carles Puigdemont resta libero e senza misure cautelari“. Lo ha annunciato su Twitter la presidente del Parlamento catalano, Laura Borràs. La Corte d’Appello di Sassari ha dunque deciso che l’ex presidente della Catalogna, arrestato ieri sera al suo arrivo ad Alghero dove si era recato per partecipare all’Aplec internacional adifolk, festa internazionale della cultura catalana, non dovrà essere sottoposto a misure cautelari ma, allo stesso tempo, per il momento non potrà lasciare la Sardegna.

SI ATTENDE LA DECISIONE SULL’ESTRADIZIONE
L’arresto dell’ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont non è stato “illegale”, ma contro di lui non è necessaria nessuna misura cautelare. Lo ha stabilito la giudice della Corte d’Appello di Sassari, Plinia Azzena, accogliendo così l’istanza della procuratrice generale Gabriella Pintus. Il leader indipendentista ed eurodeputato è stato arrestato nella serata di ieri in Sardegna e trasferito nel carcere di Sassari, da dove ha partecipato all’udienza in videoconferenza. La vicenda giudiziaria, che chiama in causa la giustizia spagnola ed europea, non è tuttavia conclusa: ora il tribunale dovrà decidere se concedere l’estradizione di Puigdemont come richiesto dalla giustizia spagnola e per questo motivo il politico non potrà lasciare l’isola.

IL MANDATO DI ARRESTO E L’IMMUNITÀ
Su Puigdemont pende un mandato di arresto emesso dalla Spagna per il suo ruolo nella convocazione del referendum indipendentista dell’1 ottobre 2017, ma in quanto europarlamentare, il politico catalano può beneficiare dell’immunità. Per la giustizia spagnola, però, il mandato è ancora valido. E sia il ministero della Giustizia italiano che l’Unione europea hanno già fatto sapere che la decisione riguarda esclusivamente la magistratura, che è indipendente dal potere politico.

CORTEI DAVANTI AL CONSOLATO ITALIANO DI BARCELLONA
“Rilascio immediato”: questo l’appello del presidente del governo della Catalogna Pere Aragones, in merito all’arresto in Sardegna di Carles Puigdemont, leader del movimento indipendentista e tra i protagonisti di un tentativo di secessione della Catalogna dalla Spagna nel 2017. “Questa detenzione non aiuta a risolvere il conflitto”, ha avvertito dalla Generalitat il moderato Carles Aragones.

Intanto, i sostenitori di Puigdemont si sono dati appuntamento davanti alla sede del Consolato generale d’Italia a Barcellona, un’iniziativa convocata dall’Asamblea Nacional Catalana (Anc). Stando a quanto riportano i quotidiani locali, almeno 400 persone si sono riversate in Carrer Aribau per chiedere “libertà” e “giustizia” per l’ex presidente della Catalogna. Data l’entità del sit-in, in una nota pubblicata sul proprio sito web il Consolato generale ha annunciato la chiusura della sede a partire dalle 8,30 di stamani, invitando i cittadini a: mantenersi aggiornati attraverso i media sugli sviluppi della situazione; esercitare la massima prudenza, evitando le aree interessate dalle manifestazioni; seguire le indicazioni delle Autorità locali.

I Mossos d´Esquadra, il corpo di polizia della regione autonoma, hanno chiuso al traffico l’area. La manifestazione è stata ordinata e non si sono registrati incidenti. “Il presidente Puigdemont è stato arrestato al suo arrivo in Sardegna, dove si è recato in qualità di eurodeputato; questa detenzione si basa sul mandato d’arresto europeo del 14 ottobre 2019 che il Tribunale dell’Unione europea ha sospeso“, ha scritto in un tweet l’avvocato di Puigdemont, Gonzalo Boye, il quale ha poi annunciato che oggi stesso presenterà ricorso al Tribunale dell’Ue affinché riottenga l’immunità parlamentare.

Una causa che potrebbe vincere, come stanno evidenziando gli analisti in queste ore, dal momento che a luglio scorso il Tribunale ha temporaneamente confermato la revoca dell’immunità per Puigdemont e altri due indipendentisti poiché “non vi è motivo di ritenere che le autorità giudiziarie belghe o le autorità di un altro Stato membro possano eseguire i mandati d’arresto europei emessi nei confronti dei deputati e consegnarli alle autorità spagnole” (fonte Dire).