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Saman, la madre: “E’ morta e si trova in Italia”

Lo avrebbe detto la madre della giovane pakistana scomparsa a un giovane, che si definisce il miglior amico della 18enne pakistana

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REGGIO EMILIA – “Saman è morta e si trova in Italia”. Lo avrebbe detto la madre della giovane pakistana scomparsa a un giovane, che si definisce il miglior amico della 18enne pakistana, la cui testimonianza è stata raccolta in una chat dalla giornalista di “Fuori dal Coro” Carmen La Gatta. Il servizio andrà in onda stasera su Rete 4.

Nazia Shaheen avrebbe dunque raccontato quello che oramai tutti, compresi gli inquirenti, temono: ovvero che la 18enne sia stata uccisa e il suo corpo sia stato portato in qualche posto lontano da dove abitava a Novellara. Secondo quanto ha detto il giovane la donna ha pure confermato che a uccidere la figlia è stato “lo zio” Danish Hasnain.

Nazia Shaheen, come è noto, è tornata il primo maggio scorso, insieme al marito Shabbar Abbas, in Pakistan. In seguito il tribunale di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato per omicidio premeditato e occultamento di cadavere a carico dei due coniugi, dello zio Danish Hasnain e dei due cugini della ragazza Ikram Ijaz e Nomanulhaq Nomanulhaq. Dei cinque l’unico che è stato catturato è Ikram Ijaz che è stato fermato mentre cercava di fuggire in Spagna dalla Francia.

Alì, il fratello minore di Saman, ha attribuito allo zio Danish la paternità del delitto. Il 16enne, ritenuto un teste “attendibile”, ha detto nel corso dell’interrogatorio che Hashnain si sarebbe offerto di traslare il cadavere a Guastalla e, se necessario, di farlo “a piccoli pezzi”. Ora la testimonianza dell’amico di Saman rafforza questo quadro probatorio. Prende sempre più corpo la pista che il cadavere della giovane sia in Italia e, a questo punto, le ricerche saranno probabilmente estese anche al fiume Po.

Certo che, soprattuto se il cadavere è stato a pezzi, potrebbe essere veramente molto arduo ritrovarne le tracce. Soprattutto se i resti sono stati gettati nel Po.

Enrico Aimi, senatore di Forza Italia: “Abbiamo il dovere di fare giustizia”
Dice il sentatore Aimi (Fi): “Se le dichiarazioni della madre di Saman, relative alla morte della ragazza, dovessero essere confermate, ci troveremmo di fronte a un tragico ma purtroppo annunciato epilogo. In cuor nostro tutti avevamo sperato in una conclusione diversa perché è aberrante il pensiero che una intera famiglia possa organizzare l’omicidio di una giovane, colpevole solo di voler vivere “all’occidentale”. Saman non è la prima vittima di questo odio “culturale” che si accanisce contro le donne. Adesso le Istituzioni hanno il dovere di interrogarsi: su chi accogliamo, sul vero significato dell’integrazione, su cosa non funziona quando una ragazza chiede aiuto ai servizi sociali. Saman andava protetta e così non è stato. Le dobbiamo giustizia”.

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