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Presunte violenze su anziani in Rsa, il processo non decolla

Sono rimaste a processo sei operatrici (tutte dipendenti di Coopselios, gestore della struttura Rsa correggese per conto del Comune)

REGGIO EMILIA – Stenta a decollare, a Reggio Emilia, il processo sui maltrattamenti agli anziani alla Casa di riposo di Mandriolo di Correggio. Ieri avrebbe dovuto essere ascoltato il perito incaricato dal tribunale trascrivere tutte le videoregistrazioni e i colloqui captati dai carabinieri con le “cimici” installate nelle stanze dei degenti.

Ma il professionista ha chiesto e ottenuto una proroga di 90 giorni per redigere la corposa mole di materiale relativa a tre mesi di interecettazioni h24, su cui relazionerà in aula il 10 gennaio dell’anno prossimo. Lo scandalo degli anziani malmenati nella casa di riposo, risalente all’aprile 2017, vedeva in origine indagate 11 operatrici per minacce, maltrattamenti e violenza privata più la direttrice 34enne per omessa denuncia, che avrebbe “coperto” le vessazioni.

Ma nel giugno 2019, in sede di udienza preliminare in rito abbreviato, gran parte delle addette e la responsabile sono state assolte per non aver commesso il fatto e sono rimaste a processo sei operatrici (tutte dipendenti di Coopselios, gestore della struttura Rsa correggese per conto del Comune) per il reato di maltrattamenti nei confronti di un solo anziano. L’intoppo sulle trascrizioni ha portato a ricalendarizzare le udienze, che proseguiranno a novembre e dicembre per terminare i testimoni dell’accusa, delle parti civili e dei responsabili civili.