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Iren, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

Cgil, Cisl e Uil accusano il gruppo: "Assenza totale di confronto e di condivisione su ogni singolo aspetto aziendale"

REGGIO EMILIA – “Assenza totale di confronto e di condivisione su ogni singolo aspetto aziendale”. E’ quanto è emerso, secondo quanto scrivono i sindacati, il 1° settembre scorso dall’attivo unitario delle delegate e dei delegati del gruppo Iren che ha proclamato lo stato di agitazione.

Scrivono i sindacati: “Da mesi oramai, nonostante l’auspicato cambio di direzione a seguito dell’ingresso dei nuovi vertici aziendali, assistiamo al blocco assordante della contrattazione e alle innumerevoli scelte aziendali sbagliate nella forma e nella sostanza. Per ultimo, la scelta di anticipare il rientro di migliaia di lavoratori in smart working senza coinvolgere i comitati aziendali ex articolo 13 e le rappresentanze sindacali, evidenzia il crollo della fiducia aziendale nei confronti dei suoi dipendenti anche nell’evidente incapacità di garantire la salute dei lavoratori coinvolti”.

Cgil, Cisl e Uil fanno notare che “da anni migliaia di lavoratori sostengono quotidianamente la capacità produttiva del Gruppo Iren, anche nella durissima fase emergenziale, facendo raggiungere alla multiutility numeri significativi sul piano
economico/finanziario che la collocano in positivo ai vertici nazionali ma il management, quotidianamente e da troppo tempo, pare abbia dimenticato il determinante impegno di tutti i lavoratori del Gruppo che operano in modo incessante e con elevata professionalità, senza vedersi riconosciuto la giusta attenzione e il rispetto dovuto”.

Secondo i sindacati “è necessario che l’azienda riconosca l’importanza del valore lavoro e dia piena e concreta attuazione al Protocollo di relazioni industriali, nella considerazione reciproca dei rispettivi ruoli. Occorre dare risposte concrete e immediate senza pretendere di dare lezioni a nessuno”.