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Il cappelletto reggiano avrà presto il suo marchio

Al via i lavori della commissione DeCo: possibile candidare altre ricette

REGGIO EMILIA – A Reggio Emilia si fa presto a dire cappelletto. Ma tra non molto chi produce quello “autentico” sarà riconoscibile e potrà sfruttarne le opportunità anche dal punto di vista commerciale. Sono infatti inziati ufficialmente oggi i lavori della commissione per l’attribuzione del marchio “DeCo” (denominazione comunale d’origine) cioè la specifica certificazione del settore agroalimentare che lega un prodotto enogastronomico al territorio in cui è nato.

Primo compito della commissione – presieduta dall’assessore al Commercio Maria Francesca Sidoli e composta da tecnici esperti di Università, Crpa (Centro produzioni animali) e da un rappresentante di Confesercenti – sarà stilare un disciplinare di produzione a cui, chi vorrà ottenere il marchio, dovrà attenersi. Per il cappelletto reggiano sono al momento candidate due ricette, presentate da un’azienda e da un’associazione.

Ma, come sottolinea Sidoli, “sono aperte le candidature per altre ricette locali, che aziende e anche privati cittadini possono presentare gratuitamente”. Andrea Pulvirenti, presidente del corso di laurea in “Controllo degli Alimenti” di Unimore spiega che per il disciplinare saranno analizzati (pur ammettendo qualche variante) processi produttivi e ingredienti del cappelletto. Ma saranno condotte anche ricerche di tipo storico, affinchè il prodotto dei giorni nostri sia quanto più aderente a quello della tradizione d’origine, risalente all’incirca all’alto Medioevo.

“Il valore del nostro patrimonio enogastronomico è certamente grande e necessita di essere supportato e valorizzato al meglio”, dice il sindaco Luca Vecchi. “Il marchio ‘DeCo’ è una delle azioni che abbiamo deciso di mettere in campo a tal fine, certi che potrà avere indubbie ricadute positive in ambito produttivo ed economico”.