Quantcast

Festival Emergency, consegnato il Primo Tricolore: il programma di domani

La chiusura del festival domani con Simonetta Agnello Hornby, Marco Paolini e Telmo Pievani

REGGIO EMILIA – Si chiude domani, domenica 5 settembre, il Festival di Emergency 2021 a Reggio Emilia dopo la consegna odierna del Primo Tricolore, massima onorificenza della città all’organizzazione. Ha commentato Rossella Miccio, presidente di Emergency: “Ringraziamo la città di Reggio Emilia per l’accoglienza calorosissima a tutti i livelli, dalle istituzioni alla popolazione. Questo riconoscimento del Tricolore è un segno tangibile di una condivisione di idee che sono quelle dei diritti e della cura che siamo felici di portare avanti. È una conferma del fatto che non siamo da soli ed è la riprova dell’impegno della città a portare avanti i valori della pace, dei diritti e dell’uguaglianza che per noi sono importanti”.

Ha detto il sindaco, Luca Vecchi: “Il Primo Tricolore a Emergency è il giusto tributo a un’associazione nella quale ci riconosciamo, come città, rispetto ai valori e al rispetto dei diritti, primi fra tutti la salute e la cura, che i medici e i volontari organizzati da Gino Strada negli anni hanno garantito nel mondo, proprio negli scenari più difficili: quelli bellici in particolar modo. Reggio Emilia aveva lavorato nei mesi scorsi per assegnare l’onorificenza proprio a Gino Strada, ma più che mai ora vogliamo essere vicini e solidali coi suoi collaboratori e la sua creazione, che sta continuando a spendersi in imprese di pace in tutto il mondo e a cui va dato il massimo appoggio e il completo sostegno. Ringrazio Emergency per aver voluto scegliere Reggio come sede del loro Festival per tre anni: le prime giornate sono state un successo straordinario e sono certo che lo saranno anche le prossime a venire”.

Domani la grande chiusura del Festival sarà dedicata alla presentazione del progetto “Afghanistan20” che racconta vent’anni di guerra in Afghanistan tramite gli ospedali e l’esperienza di Emergency (ore 17,30 in Piazza Prampolini). L’ultima delle tre Emergency Stories, vere e proprie pillole di approfondimento a cura di Giampaolo Musumeci, giornalista di Radio24 dal titolo “Afghanistan20” ospiterà Giuliano Battiston, giornalista; Marco Puntin, Programma Coordinator di Emergency in Afghanistan; Andrew Quilty, fotoreporter (in collegamento); Alidad Shiri, scrittore; Lorenzo Tugnoli, fotografo.

Molti altri i temi che saranno affrontati e gli ospiti che parteciperanno: dalla disparità di genere nell’ambito della salute, a una revisione del concetto di cura nella nostra vita quotidiana; l’uguaglianza come unica strada possibile da percorrere per il benessere della società; la realtà di vita dei civili in Yemen e in tutte le zone di guerra.

Gli incontri con ospiti, temi e dibattiti cominceranno alle 10, in Piazza Casotti, con il format Domande per pensare, speech veloci di divulgazione in stile Ted. Il primo, alle 10, dal titolo “Perché l’Afghanistan è sempre in guerra?” sarà tenuto da Giuliano Battiston, giornalista. Alle 11, “Perché le donne sono vittime di guerra?” vedrà la partecipazione di Emanuela Zuccalà, giornalista e scrittrice. Alle 14, “Perché si attaccano le scuole e le strutture sanitarie?” e alle 15.20 “Cosa significa per un bambino vivere in Yemen?” saranno condotti da Laura Silvia Battaglia, reporter.

Dalle 11, in Piazza Prampolini, si apriranno i Dialoghi, per inquadrare le questioni di attualità insieme a giornalisti, scienziati, scrittori, divulgatori scientifici. Il primo, alle 11, “Esiste una questione di genere nella salute?” vedrà la partecipazione di Silvia De Francia, ricercatrice e farmacologa; Simonetta Agnello Hornby, scrittrice (in collegamento); e sarà moderato da Marianna Aprile, giornalista.

Il secondo dialogo, alle 16, dal titolo “La cura” avrà come protagonisti Telmo Pievani, filosofo, e Marco Paolini, drammaturgo. Si cercherà di reimmaginare il ruolo della cura nella nostra vita quotidiana, considerando l’uguaglianza come strada maestra per il futuro.

Non mancheranno appuntamenti dedicati ai più piccoli, come quello delle 10.30 al Teatro Cavallerizza dal titolo “Messaggi materici di pace, cura e sostenibilità”, a cura di Remida, centro di riciclaggio creativo. Un workshop per realizzare e lanciare un messaggio alla città, con il linguaggio universale e ironico dei materiali di scarto industriale.

Il Festival di Emergency rappresenta anche un momento per ricordare il suo fondatore, Gino Strada. La Sala delle Adunanze, presso l’Hotel Posta (Piazza del Monte, 2. Reggio Emilia) per tutta la durata del Festival ospita la proiezione del documentario “Jung – Nella terra dei Mujaheddin”, dei registi Alberto Vendemmiati e Fabrizio Lazzaretti, girato nel 2000 nella Valle del Panjshir, durante la costruzione del primo ospedale di Emergency, e il video ricordo realizzato dall’Agenzia Wow Tapes dal titolo “Ciao Gino”.

Il Festival di Emergency sarà a Reggio Emilia anche per le prossime due edizioni, grazie ad un protocollo d’intesa con la città. Gli appuntamenti nelle vie e in tanti luoghi della città sono tutti gratuiti e prenotabili sul sito: www.emergency.it/festival. Per accedere è necessario essere in possesso del certificato Green pass o del risultato negativo di un tampone molecolare o di un test antigenico rapido eseguito nelle precedenti 48 ore. Sono al momento esclusi autotest rapidi, test salivari e test sierologici.