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Covid, situazione stabile a Reggio Emilia

Ci sono 50 posti da riconvertire, ma l'Ausl attende. In rianimazione ci sono solo "no vax"

REGGIO EMILIA – La situazione di contagi e ricoveri Covid a Reggio Emilia e provincia continua a rimanere abbastanza stabile e a non preoccupare, anche se tuttora non si può procedere alla riconversione di reparti destinati alle altre malattie. Ne parlano oggi in videoconferenza Cristina Marchesi, direttrice generale dell’Ausl-Irccs di Reggio Emilia, Emanuela Bedeschi, direttrice del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl, e Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero provinciale, facendo il punto sull’emergenza nel territorio.

“Nelle ultime due settimane – spiega Mazzi – abbiamo avuto un trend omogeneo, con qualche lieve riduzione degli indicatori ospedalieri nell’ultima settimana. Gli accessi al Pronto soccorso sono stabili: 393 al giorno in media, con una numerosità per tutta l’estate superiore rispetto ai dati dell’anno scorso”. Confrontando l’ultima settimana con lo stesso periodo del 2020, ci sono ora 40 accessi al giorno in più. La media dei pazienti positivi segna un 5% del totale degli accessi, un po’ in calo quindi: un anno fa si era al 10%. La media dei positivi ricoverati da Pronto soccorso nelle ultime due settimane è scesa da 4,5 al giorno a 2,4 al giorno.

Però, continua il direttore ospedaliero: “È scesa anche questa settimana, da 39 a 33, la degenza media dei pazienti Covid, ma con un’inversione di tendenza negli ultimi due giorni che avanza di pari passo con l’aumento dei contagi, che è legato in un qualche modo al Ferragosto. Abbiamo al momento 33 pazienti ricoverati dei quali 3 in terapia intensiva, i quali sono tutti e tre non vaccinati, 4 in Pneumologia, 14 in Malattie infettive e 12 in Medicina a Scandiano. Nella prima quindicina di giorni di settembre 2020, avevamo 7 pazienti degenti in media e uno solo in terapia intensiva”.

Se “la notizia positiva” è che al momento la situazione ospedaliera non appare preoccupante, Mazzi conferma che “l’elevata numerosità degli accessi in Pronto soccorso e l’aumento del fabbisogno di posti letto per altre malattie, in particolare, richiederebbero di riconvertire almeno una parte dei 50 posti letto dei reparti che ricoverano pazienti Covid. Ma è una decisione che non possiamo ancora adottare”, perché appunto “lo scenario ospedaliero Covid non è stabilmente in riduzione”, chiarisce il direttore.

Come poi dettaglia Marchesi, più sui contagi, il numero di nuovi casi positivi è rimasto stabile nell’ultima settimana con un rialzo nell’ultimo paio di giorni che “rientra nella variabilità settimanale”. Aggiunge la dg dell’Ausl: “Come incidenza per 100.000 abitanti siamo sotto alla media regionale, analogamente all’anno scorso. Ieri avevamo 70 casi, contro una media regionale, pari a 80, che tiene conto in particolare dell’aumento di circolazione nei luoghi vacanzieri, dove c’è più gente in estate.

Anche sul versante ospedaliero risultiamo in questa settimana abbastanza costanti, senza picchi: possiamo dire oggi, quindi, che la quarta fase ci sia stata con un picco intorno a Ferragosto, come ‘effetto estate’, per poi avviare una lenta discesa che ora si mantiene stabile. A giugno eravamo scesi tanto, per poi aumentare in tutta Italia anche per via dell’estate ‘libera’: ma il nostro paese sta meglio rispetto ad altri paesi europei, grazie alla vaccinazione”.