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Cgil, delegata reggiana davanti a Landini: “Riempire piazze contro il governo”

Lina Bigoni, Rsu Walvoil: "Stiamo attenti a divisioni interne su vaccini e green pass"

REGGIO EMILIA – “Se il Governo Draghi ascolta solo Confindustria è necessario riempire le piazza. E’ necessaria la mobilitazione”. Sono le parole di Lina Bigoni, Rsu della Walvoil di Reggio Emilia, pronunciate dal palco dell’assemblea nazionale dei delegati della Fiom a Bologna proprio davanti al segretario della Cgil, Maurizio Landini. Nel suo intervento Bigoni tocca in premessa i temi della pandemia: “In questo momento c’è una discussione che a volte sfocia in uno scontro su temi come i vaccini e il green pass, una divisione che non fa bene al sindacato e ai lavoratori”, dice.

“In fabbrica i lavoratori ci chiedono le ragioni dello schieramento della Cgil verso l’obbligo vaccinale, che è un argomento molto delicato. Quando per un anno noi abbiamo difeso la salute dei lavoratori senza avere la presunzione di sostituirci a virologi o scienziati, lasciando sempre agli esperti il compito di proporre le migliori soluzioni per difendere la salute dei cittadini, i lavoratori ora non capiscono perché facciamo valutazioni di tipo sanitario come se la Fiom o la Cgil si sostituissero al Cts o alla scienza”. Questo dibattito, avvisa la delegata, “rischia di creare una divisione profonda tra i lavoratori e tra una parte di lavoratori e il sindacato, mentre il Governo Draghi invece annuncia riforme che sembrano tutelare solo gli interessi delle grandi imprese”.

Quindi “noi dobbiamo unire i lavoratori per la giustizia sociale, questo è il compito del sindacato. Ma non bastano le parole, servono obiettivi di lotta e di cambiamento”. Pertanto, continua la reggiana “per riportare le rivendicazioni dei lavoratori – a partire dalle pensioni e dal contrasto alla precarietà che colpisce soprattutto le donne – al centro dell’agenda politica e del dibattito pubblico, per rimettere al centro il lavoro, non bastano i comunicati stampa o gli incontri al ministero”. E soprattutto “dobbiamo evitare di fare uno sciopero contro una nuova riforma delle pensioni il giorno dopo che la legge è stata approvata come accadde con la Fornero. Dobbiamo muoverci prima, dobbiamo farlo adesso o rischiamo di perdere credibilità nei confronti dei lavoratori”. E questo, mette infine in guardia Bigoni, “renderà difficile, ancora di più, l’attività di noi delegati”.