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Angeli e demoni, formulata la prima richiesta di pena

Il pm Valentina Salvi ha chiesto un anno e 6 mesi per un assistente sociale che chiesto il rito abbreviato

REGGIO EMILIA – Un anno e sei mesi di reclusione. E’ la prima richiesta di condanna del processo “Angeli e Demoni” sui presunti affidamenti illeciti in provincia di Reggio Emilia, avanzata oggi dalla pm Valentina Salvi – al termine della sua requisitoria – nei confronti dell’assistente sociale Beatrice Benati. La 31enne è una dei due imputati, assieme allo psicoterapeuta Claudio Foti la cui posizione sarà discussa il 30 settembre, ad aver chiesto il rito abbreviato.

Per altre 22 persone indagate che hanno optato per il procedimento ordinario, tra cui il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, il giudice Dario De Luca deve invece ancora pronunciarsi su un eventuale rinvio a giudizio. Tornando a Benati, deve rispondere di un episodio di violenza privata e di uno in cui è stata solo tentata. Nello specifico l’assistente sociale, supponendo un presunto interesse sessuale verso una minore affidata ai servizi sociali di cui era referente da parte del compagno della madre, avrebbe intimato alla donna di interrompere la sua relazione affettiva dietro la minaccia di collocare la figlia in affido extra familiare.

Inoltre avrebbe costretto la madre a rinunciare a trascorrere con la figlia le vacanze di Natale nel 2018 (che la bambina ha poi passato in un’altra casa), sempre per un presunto rischio di abusi da parte del compagno, che per la Procura era però solo una supposizione dell’imputata. “Delitti – si legge nelle carte dell’inchiesta – aggravati per aver abusato della condizione di debolezza psicologica” della madre della bambina, in modo tale da “ostacolare la privata difesa” e per aver commesso il fatto con “abuso di autorità (in qualità di assistente sociale di riferimento)” e “dei poteri derivanti dal pubblico esercizio esercitato”.

Al pubblico ministero ha risposto l’avvocato di Benati, Luigi Scarcella, in una replica fiume durata oltre due ore. Nel processo si registra infine allo stato un solo patteggiamento: quello dell’assistente sociale dell’Unione dei Comuni della Val’ d’Enza Cinzia Magnarelli (un anno e otto mesi, pena sospesa).