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Afghanistan, in volo verso l’Italia la famiglia reggiana bloccata a Kabul

La madre e i due figli di 3 e 5 anni erano bloccati là dall'agosto scorso. Il sindaco Vecchi: "Gli abbiamo tenuto il posto negli asili"

REGGIO EMILIA – E’ in viaggio verso l’Italia la famiglia afghana residente a Reggio, mamma e due figli, che era rimasta bloccata a Kabul dopo la presa della città da parte dei talebani a metà dell’agosto scorso. La comunica il sindaco di Reggio Emilia con una nota stampa inviata ai giornali.

La famiglia aveva pianificato un viaggio a Kabul in agosto per salutare i parenti e la nonna. La madre, una 27enne di origini afghane, temeva che, con il ritiro degli americani dal paese, non avrebbero più potuto rientrare. Non avevano fatto i conti con la veloce avanzata dei talebani. dopo la presa di Kabul la donna e i suoi bambini di 3 e 5 anni, nati e cresciuti a Reggio Emilia, sono rimasti bloccati nel paese per oltre un mese.

Il sindaco di Reggio Emilia scrive: “Ora che la situazione si è sbloccata, con la famiglia in viaggio per l’Italia, reputo doveroso, oltre ad esprimere grandissima soddisfazione, rivolgere una serie di ringraziamenti sentiti. Fin dal mese di agosto abbiamo, nei limiti delle nostre prerogative, monitorato l’evolversi del caso restando costantemente in contatto con la famiglia residente da tempo in città, ed in particolare con il padre. Abbiamo informato fin da subito l’onorevole Graziano Delrio, il quale ha a sua volta interessato il ministero degli Esteri”.

In Italia è rimasto il marito 32enne della donna e padre dei due fratellini che ora, finalmente, potrà riabbracciarli.

Continua il primo cittadino: “Credo si debba ringraziare primariamente l’Unità di crisi del ministero degli Esteri e l’ambasciata italiana a Doha, oltre che la Questura di Reggio Emilia per il lavoro svolto nell’ambito delle proprie competenze. Con riferimento all’Ambasciata ritengo giusto riconoscere il lavoro svolto dall’Ambasciatore d’Italia a Doha, Alessandro Prunas, e dalla Vice Capo Missione Carlotta Colli, reggiana d’origine”.

“Abbiamo tenuto il posto nelle nostre scuole dell’infanzia per i due bambini – conclude Luca Vecchi – e siamo estremamente felici che possano tornare a riabbracciare i compagni di classe, le maestre e le pedagogiste, in un clima sereno e in una città a cui appartengono, come d’altronde dimostra anche il fatto che la famiglia ha la cittadinanza italiana”.