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Spacciatore fugge e semina eroina nei giardini delle case: arrestato

Detenzione ai fini di spaccio l’accusa mossa a un 28enne tunisino dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Fugge di fronte ai carabinieri e semina l’eroina nei giardini delle case private: 23enne tunisino arrestato dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio. Sequestrate una trentina di dosi recuperate nei giardini di due case private dove erano state lanciate dal pusher durante la fuga.

Il giovane era stato arrestato a febbraio per spaccio e aveva ottenuto i domiciliari che gli erano stati mitigati a giugno con la concessione dell’obbligo di prenotazione ai carabinieri tre volte la settimana. Tuttavia non ha smesso di gestire lo spaccio di eroina che esercitava nella zona di via Mascagni dove si incontrava con i suoi clienti.

Ieri mattina i carabinieri del nucleo e radiomobile della compagnia di Reggio Emilia, durante un servizio di controllo del territorio, sono andati in via Mascagni dato che gli era stato segnalato dai cittadini che quell’area, nell’ultimo periodo, era spesso frequentata da spacciatori. Hanno visto un giovane che era seduto sui sedili posteriori di un’auto con altri due giovani a bordo, fra cui il 23enne tunisino.

Quando il conducente ha visto i carabinieri ha messo in moto l’auto. Il tunisino è sceso ed è fuggito, ma è stato subito inseguito dai carabinieri mentre il conducente scappava in auto. Durante la fuga il 23enne ha prima cercato di ingerire le dosi e poi le ha lanciate nei giardini di due case. I militari sono andati lì e hanno recuperato 28 dosi termosaldate di eroina di cui 15 nel giardino di un’abitazione e 13 nell’altro.

Poi hanno perquisito il giovane e gli hanno trovato addosso uno smartphone e 1.520 euro in contanti in banconote di vario taglio che sono stati sequestrati. E’ stato portato in caserma e arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Domani mattina comparirà davanti al tribunale di Reggio Emilia per rispondere delle accuse contestategli.