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Scuola, Cgil e Cisl contro il green pass: “Decisione presa senza coinvolgere i lavoratori”

Antonietta Cozzo: "Il governo ritiri le sanzioni e avvii il confronto con il sindacato". La Cgil: "Non servono atti di forza punitivi e unilaterali"

REGGIO EMILIA – Sul green pass per il personale scolastico il Governo si è mosso in termini discutibili e, per alcuni aspetti, inaccettabili”. A dirlo è Antonietta Cozzo, segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale, precisando: “Non tanto per la scelta in sé, che risponde a una precisa responsabilità politica assunta di fronte a una situazione di emergenza, quanto per le ricadute sulle condizioni di lavoro del personale, sulle quali è doveroso il confronto con le parti sociali”.

Per la sindacalista “le misure previste per chi non ha il green pass assomigliano a una giustizia sommaria francamente inaccettabile. L’impressione è che stia prevalendo un’esigenza più di immagine che di sostanza. Si rischia di alimentare polemiche, anziché produrre soluzioni”. Inoltre, prosegue Cozzo, “manca il supporto di dati attendibili, che stiamo chiedendo da tempo, sulla percentuale di personale vaccinato. È evidente che sarà la popolazione scolastica, più che il personale in servizio, l’ambito privilegiato per la circolazione di eventuali contagi”. Da qui “la nostra richiesta di un profondo ripensamento sulle sanzioni previste nel decreto e l’avvio del confronto nelle sedi dovute”, conclude la Cisl Scuola.

Nel frattempo Gabriele Delmonte, consigliere della Lega in Regione ha presentato un’interrogazione alla Giunta per segnalare disservizi nel rilascio del certificato che si sarebbero verificati a Montecchio (Reggio Emilia). “Nello specifico il problema riguarderebbe i guariti da covid 19, i quali hanno diritto ad una sola vaccinazione: il loro Green-Pass, infatti, risulterebbe non completo, poiché segnalerebbe l’inoculazione di una sola dose e non terrebbe conto della guarigione dal virus avvenuta entro gli ultimi 6 mesi”, spiega Delmonte. “Sembrerebbe- aggiunge l’esponente del Carroccio- che i programmi informatici utilizzati dall’hub vaccinale montecchiese non siano in linea con quelli dell’Ausl reggiana soprattutto con riferimento alle comunicazioni incrociate di guarigione e dell’inoculazione di una dose unica del vaccino”.

La Cgil regionale: “Nessun pregiudizio su green pass, ma la decisione è stata presa senza coinvolgere i lavoratori
Nessun pregiudizio sul green pass, “ma quanto annunciato ieri dal Governo sulla scuola è incredibile e inaccettabile”, protesta la Flc-Cgil dell’Emilia-Romagna. Per il sindacato della scuola è più una questione di metodo, che di merito, senza contare che, a parte il green pass, restano in sospeso tutte le questioni urgenti da risolvere prima dell’inizio dell’anno scolastico, dai trasporti alla carenza di personale. La situazione sanitaria richiede decisioni impegnative sul piano politico, ma l’ennesimo mancato coinvolgimento del sindacato su aspetti che riguardano la vita lavorativa di un’intera categoria di lavoratori, è un fatto gravissimo”, contesta la Flc.

“Qui non si discute sulla necessità che per uscire dalla pandemia ci si debba vaccinare: ormai lo abbiamo ripetuto fino allo sfinimento e convintamente abbiamo attivato una campagna informativa fin dallo scorso febbraio. Lo ha dimostrato molto bene il personale scolastico che fin da subito ha accettato, in modo responsabile, di sottoporsi al piano vaccinale, tanto da evidenziare che oltre l’85%, forse anche il 90%, si è già vaccinato”, rivendica il sindacato.

Insomma, il tema è un altro: “Perché il Governo si accanisce in questo modo nei confronti di una categoria di lavoratrici e lavoratori che ha ben chiaro il valore etico e civico di questa iniziativa? A chi giova? E perché intervenire a gamba tesa su aspetti di natura contrattuale senza dialogare con la rappresentanza dei lavoratori?”, chiede la sigla della scuola. “Abbiamo chiesto dati, monitoraggi, l’attivazione del tracciamento, chiarezza sul rinnovo del protocollo sulla sicurezza, azioni concrete per ripartire con una scuola in sicurezza ed in presenza, ma nulla ci è stato risposto”, lamenta la Flc dell’Emilia-Romagna.

“Si è preferito assecondare una campagna mediatica raffigurando una categoria insensibile alle esigenze del Paese, invece di sottolineare quanto questi lavoratori abbiano fatto nel periodo del lockdown ed anche dopo”, evidenzia il sindacato. Insistere sul green pass significa, per i rappresentanti dei lavoratori, non avere “argomenti” per affrontare i “veri problemi” della scuola: l’alto numero di alunni per classe, gli spazi inadeguati, l’insufficienza dell’organico per garantire l’attivazione delle classi soprattutto alle superiori, i trasporti “che torneranno ad essere una delle criticità più severe, tenuto conto anche dell’aumento della capienza degli autobus all’80% in zona bianca e gialla”.

Da risolvere anche le questioni dell'”alto numero di posti vacanti che genereranno un altissimo numero di supplenze, nonostante alcuni sforzi importanti sulle stabilizzazioni, delle misure di sicurezza necessarie ad aprire le scuole, l’insufficiente finanziamento dell’organico Covid, nel decreto sostegni bis”. Nel frattempo, “il Governo ha firmato il patto per la scuola che è rimasto disatteso fino a questo momento, ed ora si tenta di scaricare sulle scuole sulla responsabilità del personale docente, Ata e dei dirigenti scolastici le conseguenze di queste mancate scelte”.

Nella pratica “chi dovrà quotidianamente eseguire i controlli, verificare, sospendere, sostituire il personale esonerato dal servizio? E quanti rallentamenti si genereranno sull’attività didattica?”, sono le domande della Flc. “Non servono atti di forza, punitivi, unilaterali e quelli introdotti vanno rivisti attraverso il confronto e il dialogo con le parti sociali. Servono misure di prevenzione e non sanzionatorie”, conclude il sindacato.