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Ritorno circoscrizioni, i referendari: “La giunta complica le cose”

Le critiche: "Abbiamo dubbi sulle modalità e sulle barriere di ingresso che limitano la partecipazione"

REGGIO EMILIA – Sul “ritorno” delle circoscrizioni a Reggio Emilia, Possibile, Reggio in Comune, Sinistra Italiana, Potere al Popolo e Verdi “pungono” il Comune. I promotori della proposta di un referendum popolare per riattivare in città degli organismi di partecipazione decentrata contestano infatti il processo di confronto “aperto” avviato nei giorni scorsi dall’amministrazione, che ha pubblicato sul sito la bozza del regolamento sui quartieri, invitando i cittadini a presentare osservazioni.

“Rileviamo però un avvio in sordina il 6 agosto, per ora solo on line”, osservano i referendari. Inoltre, aggiungono, “per accedere un cittadino deve avere lo Spid o la carta d’identità elettronica registrata. Non ci siamo”. Infine, “non si capisce neanche se i pareri che manderanno i cittadini, associazioni, corpi intermedi, associazioni, potranno incidere e in che modo”.

Insomma, dicono i fautori del referendum, “abbiamo dubbi sulle modalità e su queste barriere di ingresso che limitano la partecipazione”. Perplessità sono espresse anche nel merito della proposta della Giunta: “Si parla di 55 consigli di ambito che si riuniranno in ulteriori 9 consigli e che potranno, una volta all’anno, incontrare tutti insieme il sindaco di turno”. Inoltre “la maggioranza dei cittadini coinvolti sarà cooptata dall’amministrazione su scelta di associazioni del territorio, la restante minoranza sarà eletta con metodi non specificati”.

Invece, spiegano Possibile, Rec, Verdi Si e Pap, “noi amiamo le cose semplici e per questo abbiamo ripreso modelli già realizzati in altre città (a guida centrosinistra)”. Sempre “per la semplicità e funzionalità – continuano – abbiamo ripreso la divisione in quartieri delle 8 circoscrizioni che ha funzionato per quasi 40 anni in questa città”. Da ultimo “gli otto Consigli saranno composti ognuno da 24 consiglieri nominati in base ai risultati elettorali conseguiti dalle varie liste nelle elezioni amministrative”.

Concludono i referendari: “Senza una legittimazione politica e pratica si rischia di creare istituti vuoti che dopo il primo mandato allontanino le persone che non troveranno risposte ai loro problemi concreti per il quartiere e la propria via, situazione già vista con il progetto degli architetti di quartiere”. Per questo “vogliamo aiutare l’amministrazione, abbiamo fornito una proposta concreta che questo autunno verrà discussa in consiglio comunale e che auspichiamo sia votata dai consiglieri comunali”.

La relativa mozione popolare ha già incassato quasi 1000 firme a supporto. Chi vuole dare un contributo economico alla campagna può versare sull’Iban IT31V0501802400000016988610 1,2 o 5 euro con causale: “Contributo per riavere le circoscrizioni”.