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Green pass obbligatorio da lunedì per i visitatori in ospedale

Per fare visita ai parenti in ospedale o per accompagnarli in Pronto soccorso

REGGIO EMILIA – Dalla prossima settimana in Emilia-Romagna sarà obbligatorio il green pass anche per fare visita ai parenti in ospedale o per accompagnarli in Pronto soccorso. La Regione recepisce così quanto disposto dal decreto legge di fine luglio e integra le indicazioni fornite a giugno per assicurare il regolare funzionamento delle strutture ospedaliere ed evitare la diffusione del Covid al loro interno. In sintesi, dunque, tutti i visitatori e i caregiver dei pazienti ricoverati (a esclusione dei reparti Covid) per poter accedere in ospedale e anche alle aree ristoro o caffetterie interne dovranno essere in possesso ed esibire il certificato verde.

Il green pass sarà obbligatorio anche per gli accompagnatori dei pazienti non affetti da Covid che vorranno accedere e restare nelle sale di attesa dei dipartimenti d’emergenza e accettazione e in Pronto soccorso. Per quanto riguarda gli accompagnatori dei pazienti disabili gravi, invece, l’assistenza è sempre consentita, anche nei reparti di degenza, nel rispetto delle indicazioni del direttore sanitario della struttura.

Alcune eccezioni sono previste per l’accesso di visitatori e accompagnatori dei bambini con meno di 12 anni, al momento esclusi per età dalla campagna vaccinale, di persone con disabilità fisica, psichica o cognitiva non certificata che ne richiedono il supporto, ma anche per la persona di riferimento in sala parto per assistere la donna partoriente, che potranno accedere dopo valutazione da parte della direzione sanitaria anche prevedendo eventuali soluzioni alternative, come l’esecuzione del tampone.

In tutti i casi deve comunque sempre essere compilata da parte di accompagnatori e visitatori l’autodichiarazione che indichi negli ultimi 14 giorni l’assenza di sintomi legati al Covid, di contatti con persone positive o sospette positive al virus e di non essere sottoposti a quarantena. La Regione conferma infine l’organizzazione dei flussi dell’utenza già prevista in tutti gli ospedali e ribadisce il rispetto delle norme igienico-comportamentali previste, come la misurazione della temperatura corporea, l’utilizzo della mascherina chirurgica, la sanificazione delle mani con il gel e il mantenimento della distanza di almeno un metro dagli altri.