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E’ morto Guido Zannoni, fu direttore del Valli per 17 anni

Fu sotto la sua direzione che il teatro tornò sotto l’ombrello del Comune e consolidò il suo prestigio nazionale e internazionale

REGGIO EMILIA – E’ morto domenica, all’ospedale di Montecchio, Guido Zannoni, 91 anni, direttore del teatro Valli per 17 anni dal 1971 al 1988. Fu sotto la sua direzione che il teatro tornò sotto l’ombrello del Comune e consolidò il suo prestigio nazionale e internazionale. Lascia il figlio Fulvio, anche lui operatore nel campo dello spettacolo. I funerali si sono già svolti.

Il cordoglio del sindaco
Conobbi Zannoni subito dopo la mia prima elezione. Ebbi con lui diverse e profondi confronti. Non di rado, frequentando a piedi il quartiere della zona stazione poteva capitare di incontrato in compagnia del suo cane. Ascoltarlo era sempre un piacere, trasmetteva quella saggezza figlia dell’esperienza vissuta nel teatro e nella città. Se dovessi trovare due significati per ricordarlo devo dire che di lui come di tanti della sua generazione che hanno accompagnato quegli anni emergeva visione e concretezza al tempo stesso, unitamente alla consapevolezza di essere parte ogni giorno, non di una esperienza solitaria, ma di una ampia e radicata esperienza collettiva intorno a cui, dal dopoguerra in poi, si è plasmata l’identità della città e quel senso di comunità che ancora oggi contraddistingue Reggio. Se oggi il Teatro Municipale Romolo Valli è ancora uno dei più prestigiosi del paese lo si deve a tanti, lo si deve anche a chi come Guido Zannoni lo condusse in anni non semplici con risultati artistici e culturali di grande valore. Esprimo, a nome mio personale e dell’Amministrazione tutta, i sentimenti di vicinanza e di partecipazione al lutto a familiari e amici.

Il cordoglio de I Teatri
Capita spesso, anche ai nostri giorni di sentire parlare “dei tempi di Zannoni”: chi non c’era li immagina come un’epoca d’oro, a metà tra sogno e leggenda; chi c’era individua proprio lì il momento in cui il Teatro di Reggio ha saputo spiccare il volo, ben oltre i confini emiliani. Un equilibrio virtuoso tra prudente saggezza e inconsueto coraggio, in quegli anni, ha consentito di affrontare inedite sperimentazioni, sia sui progetti artistici e sia sull’organizzazione.

Raccontare 17 anni di “quel” teatro, frenetico, instancabile “politico” è impossibile: allestimenti lirici memorabili, impulso alla danza, il teatro che esce dalla propria sede, animato dai massimi protagonisti della cultura musicale in Italia.

In quegli anni Reggio, ma è solo une esempio tra i tanti, è assieme a Milano e Bologna una delle tre sedi del più grande festival europeo di teatro tradizionale giapponese… “𝑁𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑢𝑡𝑒𝑟 𝑛𝑒́ 𝑟𝑜𝑏𝑜𝑡”, si stupiscono i giornali dell’epoca. Zannoni commenta “𝑝𝑒𝑟 𝑛𝑜𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑛𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑙𝑢𝑛𝑔𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑛𝑖𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑢𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑓𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑎𝑡𝑟𝑜 𝐾𝑎𝑏𝑢𝑘𝑖”

E contemporaneamente una grande attenzione alla documentazione archivistica e alla cura degli edifici stessi, con il recupero di molti spazi allora in disuso. E’ durante la sua direzione che i fili della storia del Teatro Ariosto si riannodano nuovamente con quelli del Municipale: il felice recupero del principale teatro di Reggio incoraggia anche quello dell’ex Politeama e getta le basi della futura “piazza dei tre teatri”.  Guido Zannoni, come tutte le persone che hanno dato tanto della loro vita al Teatro, rivive tutti i giorni tra questi velluti e questi stucchi. Ogni appassionato – e noi per primi – gli deve un grazie riconoscente e affettuoso.