Covid, ricoverati tre bambini e una donna incinta

Tutti ora stanno meglio. Il dottor Mazzi: "L'85% dei pazienti è senza vaccino"

REGGIO EMILIA – Tra i ricoverati per Covid dell’ultima settimana a Reggio Emilia ci sono tre bambini (due appena nati e uno di sette anni) e una donna incinta alla 29esima settimana. Lo annuncia l’Ausl durante la consueta presentazione settimanale dei dati sull’andamento della pandemia. I neonati, informa l’Azienda sanitaria, ora stanno bene e dovrebbero essere dimessi tra oggi e domani. Uno dei lattanti è stato ricoverato insieme alla madre risultata positiva perché manifestava inappetenza.

L’altro è stato sottoposto ad un trattamento di ventilazione ad alti flussi dopo aver manifestato sintomi di desaturazione. Ieri è stato invece dimesso il bambino di sette anni che però, precisa il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi, “è stato anche lui sottoposto ad una ventilazione importante perché l’insufficienza respiratoria che stava manifestando era significativa”.

Per quanto riguarda la donna incinta è in ossigeno-terapia ma “oggi non ha febbre, risponde bene, non desatura più e nel giro di qualche giorno dovrebbe essere dimessa”, afferma Mazzi. Che sull’andamento dei contagi (in provincia l’incidenza è di 86 casi su 100.000 abitanti, in linea con la regione) commenta: “Stiamo lentamente risalendo una china che confidavamo di non dover affrontare nuovamente, soprattutto considerato l’elevato numero di vaccinazioni somministrate in questi mesi”.

In dettaglio la media dei pazienti ricoverati per covid è progressivamente aumentata passando dagli otto di due settimane a 17 della scorsa settimana fino ai 26 degli ultimi 7 giorni. Il totale è passato da 22 a 31, comportando una nuova riconversione di posti letto dedicati che aumentano da 51 a 57. Mazzi ci tiene a precisare: “Le persone ricoverate per l’85% non sono vaccinate e hanno un’età compresa- esclusi i neonati- tra i 27 e gli 86 anni, con una media di 59. I loro quadri clinici sono instabili o critici”.

L’età media dei ricoverati per Covid già vaccinati è invece di 77 anni “e nessuno di questi è in gravi condizioni”. Questo, sottolinea infine il professionista, “a riprova del fatto che il vaccino non previene al 100% il contagio, ma sicuramente riduce il rischio di ospedalizzazione o il manifestarsi di forme di covid gravi o gravissime. E non è un caso che nessuno dei pazienti vaccinati che sono ricoverati sia in terapia intensiva o semintensiva” (fonte Dire).