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Comune, il piano urbanistico frena i centri commerciali

Introdotta la possibilità di realizzare dehors chiusi in corso Garibaldi e in via Emilia San Pietro

REGGIO EMILIA – Più sostegno ai negozi di vicinato e al centro storico e stop a nuovi centri commerciali. E’ una delle strategie previste dal Pug, il nuovo piano urbanistico generale del Comune di Reggio Emilia, che prevede tra l’altro la cancellazione di oltre 145.000 metri quadrati di superficie di vendita (pari ad oltre 60 grandi centri commerciali). Per l’amministrazione, infatti, esiste una “distanza attualmente ingiustificabile fra quanto pianificato per rispondere al reale fabbisogno della città e quanto richiesto dagli operatori di mercato”.

Reggio, viene spiegato, “presenta già oggi un livello di concorrenza ampiamente adeguato su molti generi che non necessita di ulteriori previsioni di espansione e, anzi, consente di escludere nuove grandi superfici alimentari”. Da qui lo stop alla possibilità di realizzare nuove gallerie di commercio di vicinato fuori dal centro storico, di cui rappresentano il principale competitor.

Per quanto attiene il cuore della città, il piano urbanistico gli assegna un ruolo di “grande attrattore” d’area vasta, non solo in un ottica di marketing territoriale, ma anche come sistema economico integrato, fatto di prodotti e servizi. Ma i problemi non mancano. Dall’analisi fatta dal Comune emerge che sebbene ogni anno vengono recuperati l’1,8% degli immobili (ovvero il 30% in più rispetto al resto del territorio comunale) la percentuale degli alloggi sfitti è ancora di gran lunga superiore alla media comunale (5% contro il 3,5%).

Tra le altre azioni a supporto del “l’esagono” viene quindi introdotta la possibilità di realizzare dehors chiusi in corso Garibaldi e in via Emilia San Pietro e di ampliare, temporaneamente e per una durata fino a 3 anni, le attività di somministrazione in locali contigui senza cambio di destinazione d’uso.