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Cassa integrazione in calo del 50% a Reggio Emilia

La Camera di commercio: dato dimezzato rispetto al primo semestre 2020

REGGIO EMILIA – Dopo i livelli record del 2020 a causa del covid, le ore di cassa integrazione autorizzate in provincia di Reggio Emilia registrano una netta diminuzione. Lo segnala la Camera di commercio secondo cui, nei primi sei mesi del 2021, sono infatti state poco meno di 11 milioni, quasi dimezzandosi (-48,6%) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando erano state 21,3 milioni. La flessione osservata nel 2021 per il territorio reggiano risulta inoltre più marcata rispetto al dato dell’Emilia-Romagna (-39,3%) e nazionale (in calo del 20,3%).

Tuttavia, prosegue la Camera di commercio, “il numero di ore di cassa integrazione rimane ancora a livelli molto elevati se confrontata con il periodo precedente la pandemia”, visto che nel primo semestre 2019 le ore autorizzate in provincia di Reggio Emilia erano state meno di 840.000. Dall’analisi sui settori, emerge poi che la cassa integrazione ordinaria è stata utilizzata per la maggior parte dall’industria manifatturiera, mentre per l’edilizia (complice il superbonus 110% che ha dato impulso all’attività) il calo è stato superiore all’80%: da 900.000 ore nel periodo gennaio-giugno del 2020 alle attuali 166.000.

In controtendenza il sistema della moda dove le ore di cig sono più che raddoppiate: da 938.000 a 2,2 milioni nel raffronto tra i periodi 2020 e 2021. La cassa integrazione straordinaria si è ridotta a 85.788 ore (-80,4%), mentre per i contratti di solidarietà sono state autorizzate 492 ore. Infine tra gli strumenti di integrazione salariale, gli interventi in deroga (destinati ai lavoratori di imprese escluse dalla cassa straordinaria) avevano superato nel primo semestre 2020 i 3,8 milioni di ore. Ora sono scese a 2,9 milioni (-23%), a beneficio soprattutto dal commercio e dei pubblici esercizi.