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Casa, con nuovo piano urbanistico più edilizia pubblica

L'obiettivo è definire una quota minima di Ers, in tutte le grandi riqualificazioni della città, non inferiore, rispettivamente, al 20% e 30% della superficie destinata a edilizia privata

REGGIO EMILIA – Più edilizia pubblica a Reggio Emilia nei prossimi 10 anni. Lo prevede il nuovo piano urbanistico generale (Pug) della città, operativo dal 2022, che introduce tra l’altro una nuova definizione economica e tecnica di Edilizia residenziale sociale (Ers) più coerente con gli obiettivi di risposta all’attuale fabbisogno abitativo.

In dettaglio l’Ers viene caratterizzata da una quota minima del 30% di unità immobiliari in affitto e massima del 20% di vendita convenzionata e dovrà essere realizzata contestualmente all’intervento privato o cedendo l’area all’amministrazione comunale per la realizzazione di politiche pubbliche di social housing.

L’obiettivo è definire una quota minima di Ers in tutte le grandi riqualificazioni della città, non inferiore, rispettivamente, al 20% e 30% della superficie destinata a edilizia privata nel caso di interventi di rigenerazione urbana o di trasformazione delle aree permeabili.

La previsione discende da un’analisi da cui emerge come negli ultimi dieci anni l’emergenza abitativa sia aumentata a causa di condizioni di precarietà lavorativa, dell’incremento della popolazione in condizione di povertà relativa e della crescita dei nuclei familiari monopersonali (oggi pari al 36%).

Inoltre se il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è stato oggetto di rilevanti investimenti per riqualificarlo, la contrazione dei contributi statali non ha consentito di aumentarne la dotazione delegando tale domanda al mercato dell’abitare privato, senza tuttavia riuscirci, come dimostrano le liste d’attesa per gli alloggi popolari. Il piano punta quindi a invertire la tendenza anche con normative edilizie “incentivanti e flessibili”.