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Afghanistan, il Pd accende i riflettori sulla crisi umanitaria

Roberta Mori, prima firmataria di una risoluzione presentata: “Ora gli sforzi siano per portare in salvo i nostri connazionali e le persone in pericolo in particolare donne, ragazze e bambine”

REGGIO EMILIA – La drammatica crisi in Afghanistan approda anche in Assemblea Legislativa regionale con una risoluzione presentata dal Partito Democratico.

“Mentre assistiamo al dramma di donne, uomini e bambini in fuga dai talebani, in prima battuta non possiamo che accendere i riflettori sulla necessità di prestare soccorsi umanitari” spiega la prima firmataria della risoluzione Roberta Mori.

“Chiediamo sostegno da parte della nostra Regione a tutte le iniziative di solidarietà, accoglienza e concreta vicinanza al popolo afghano. – prosegue Mori – Ricordiamo a titolo di esempio la disponibilità all’accoglienza espressa dall’ANCI (associazione nazionale dei comuni italiani) e l’appello promosso dalla sindaca di Collecchio e sottoscritto da numerosi colleghi e colleghe emiliano-romagnole ‘Per le nostre sorelle’ per l’attivazione di una rete di protezione di emergenza, attraverso la messa a disposizione di unità abitative e la fornitura di beni di prima necessità rivolta in particolare alle donne dell’Afghanistan che ‘non sono merce di scambio, non sono un bottino di guerra’. Pensiamo infatti che sia fondamentale coinvolgere le nostre Comunità locali nel percorso di consapevolezza, conoscenza ed eventuale accoglienza in forza dell’evolversi della situazione”.

“La messa in salvo dei rifugiati è prioritaria, con l’attivazione di corridoi umanitari e il mantenimento in Afghanistan di un presidio diplomatico italiano che faciliti le richieste di asilo” si legge nel documento del Partito Democratico.

“Con la nostra risoluzione – sintetizza la consigliera regionale – impegniamo la Regione a chiedere a Italia e Europa di proseguire lo sforzo per una evacuazione immediata senza esclusioni di coloro che sono in pericolo. In particolare, il personale attivo in Afghanistan e i cittadini italiani oltre a coloro che hanno collaborato con la nostra missione, le donne single o sole con figli, le ragazze e persone LGBT+, le attiviste e attivisti per i diritti umani e coloro che sono politicamente esposti, le giornaliste e i giornalisti, gli insegnanti, gli studenti, le operatrici e gli operatori sanitari e sociali e chi ha lavorato in programmi umanitari e di sviluppo con le organizzazioni internazionali”.

Infine, il Pd chiede di inviare la risoluzione alle massime Autorità nazionali e europee perché questo drammatico passaggio storico può essere affrontato solo tutti e tutte insieme.