Quantcast

Sindacati contro il Credem: meno “patti” e più contrattazione collettiva

Le parti sociali: "Il dipendente si trova ad essere la parte debole ed a subire una serie di doveri che non sono bilanciati da diritti e tutele"

REGGIO EMILIA – Meno “patti” e più contrattazione collettiva al Credem. Lo chiedono Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca-Uil e Unisin, mettendo sotto accusa lo strumento utilizzato da circa 30 anni dall’istituto di credito per disciplinare il rapporto di lavoro con i suoi dipendenti.

Nel mirino delle parti sociali finisce in particolare il “patto” che obbliga i lavoratori intenzionati a dimettersi a dare alla banca un periodo di preavviso decisamente più lungo rispetto a quello previsto dal contratto collettivo (di norma 1 mese) e perfino maggiore di quello previsto per il datore di lavoro in caso di licenziamento.

“La previsione di un compenso ‘ad personam’ dovrebbe dare a questi patti una parvenza di legittimità- continuano i sindacati- ma in proposito la giurisprudenza non è affatto unanime”. Più nette sono invece le criticità evidenziate tra cui “la durata elevata del vincolo alla libertà del lavoratore di cogliere nuove opportunità professionali, soprattutto se giovane e se non trova adeguata soddisfazione all’interno dell’azienda” le “contropartite economiche anche di modesta entità e spesso in assenza di un adeguato riconoscimento in termini di inquadramento professionale” e “l’eccessiva onerosità per il dipendente”. Infatti, viene spiegato, “a fronte di un ‘ad personam’ di modesta entità per i livelli professionali più bassi, la penale può arrivare ad un’annualità lorda di stipendio”. Inoltre, “l’indennizzo” può essere revocato dall’istituto di credito.

Insomma, denunciano i sindacati, “la contrattazione individuale, storicamente propugnata dal Credem, inibisce la libertà del dipendente che, rispetto al datore di lavoro, si trova ad essere la parte debole ed a subire, in condizione di isolamento, una serie di doveri che non sono bilanciati da diritti e tutele, come avviene invece nell’ambito delle previsioni oggetto di contrattazione collettiva”.

Per “queste ed altre ragioni- concludono le sigle di categoria- non ci siamo mai sottratti al dovere di prestare assistenza legale ai colleghi e continueremo a farlo, convinti come siamo che il livello di diffusione di questo strumento all’interno del Credem rappresenti una pesante anomalia nel settore bancario italiano”.