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Saman, dopo 67 giorni sospese le ricerche del corpo

Impiegati 500 carabinieri, unità cinofile e varie strumentazioni, le indagini proseguono per catturare i familiari latitanti

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NOVELLARA (Reggio Emilia) – Dopo 67 giorni sono state interrotte oggi le ricerche del corpo di Saman Abbas, la 18enne pakistana scomparsa lo scorso primo maggio da Novellara e che gli inquirenti ritengono sia stata uccisa dai familiari a cui aveva opposto il rifiuto ad un matrimonio combinato con un cugino.

Le attività investigative proseguiranno sia per far emergere nuovi elementi su dove il presunto cadavere della giovane sia stato occultato sia, soprattutto, per giungere alla cattura di padre, madre un cugino e lo zio della ragazza (ritenuto l’esecutore materiale del delitto), latitanti e ricercati a livello internazionale.

In oltre due mesi di scavi nelle campagne nei pressi dell’azienda agricola dove gli Abbas lavoravano sono stati impiegati 500 carabinieri, un elicottero, la componente forestale dell’Arma, i vigili del fuoco con natanti e cani, la Polizia provinciale, archeologi e unità cinofile svizzere e tedesche specializzate nella ricerca di cadaveri.

Sono state inoltre utilizzate strumentazioni specifiche come geoscanner in Hd, elettromagnetometri e droni. Le ricerche sono state condotte anche attraverso l’analisi delle informazioni satellitari e delle telecamere presenti nella zona.

La Procura di Reggio ha ascoltato nelle scorse settimane il fratello minore di Saman e un cugino, attualmente ristretto nel carcere di Reggio (il tribunale del Riesame ha negato sabato la liberazione), senza tuttavia ottenere informazioni utili a fare luce sull’accaduto. I magistrati hanno intenzione di sentire anche il fidanzato di Saman, un connazionale che vive nel Lazio, in ordine alle dichiarazioni rese di recente dal giovane in alcune trasmissioni televisive nazionali.

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