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Mafie, Reggio ricorda Borsellino e strage di via D’Amelio

Il sindaco Vecchi: "Qui su infiltrazioni non abbiamo girato la testa"

REGGIO EMILIA – “In questi anni la società civile reggiana ha voluto tenere accesa una luce sulla mobilitazione contro la ‘ndrangheta, contro le infiltrazioni delle grandi oraganizzazioni mafiose sul nostro territorio e ha scelto di non girare la testa dall’altra parte, di non ripiegare nell’indifferenza, ma di reagire per contrastarle ed estirparle”.

Lo ha detto il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, intervenuto oggi al parco del Popolo davanti al monumento dedicato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per commemorare la strage di via D’Amelio del 1992 in cui quest’ultimo magistrato perse la vita in un attentato mafioso insieme a cinque agenti della sua scorta.

“Consentendo che il maxiprocesso Aemilia contro la ‘ndrangheta si svolgesse qui, dando anche un contributo, essendo sempre a fianco della magistratura – prosegue il sindaco – Reggio ha reso un grande servizio alla cultura democratica e della legalità nelle nostre terre”.

Ma soprattutto “attraverso una costante opera di promozione della legalità e di sensibilizzazione nelle scuole, penso che abbia fatto un grande investimento sulle sue generazioni più giovani”, conclude il primo cittadino. Alla cerimonia sono intervenuti anche l’assessore comunale alla Legalità Nicola Tria e i rappresentanti delle associazioni antimafia del territorio: Libera, Centro sociale Papa Giovanni XXIII e “Cortocircuito”, associazione studentesca i cui video su Brescello hanno fornito spunti di indagine sugli affari del clan Grande Aracri nella Bassa reggiana, poi confluiti nel processo “Grimilde” attualmente in corso.