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Imprese, fallimenti di nuovo in crescita

Dati della Camera di commercio e tribunale: si torna ai livelli pre covid

REGGIO EMILIA – Dopo il calo del 2020, quando le procedure si erano limitate a 19 tra gennaio e giugno, sono tornati a crescere i fallimenti aperti in provincia di Reggio Emilia nel primo semestre dell’anno. Le pratiche sono state 35, con dunque un ritorno ai livelli pre-Covid registrati nei primi sei mesi del 2019, quando erano 39. Il settore più interessato, come evidenzia l’ufficio studi della Camera di Commercio su dati del Tribunale, è stato quello delle costruzioni: con 11 imprese reggiane coinvolte, ha registrato quasi un terzo dei fallimenti totali.

Il dato risulta in aumento sia rispetto a quello dei primi sei mesi del 2019, quando le procedure aperte del settore erano state 6, sia a quello del 2020, quando i fallimenti del settore edile avevano raggiunto quota 8. Appaiono inoltre in lieve calo rispetto al primo semestre 2019, quando erano 14, le procedure nel settore manifatturiero: sono 9 ora le imprese interessate, con una lieve prevalenza delle aziende metalmeccaniche (3 imprese), mentre 2 appartengono al settore ceramico (erano state 5 nel primo semestre 2020) e le altre 4 ad ulteriori ambiti, fra i quali l’alimentare e il tessile.

Risultano inoltre in crescita, rispetto ai primi sei mesi sia del 2019 sia del 2020, le procedure fallimentari relative alle aziende del settore immobiliare: quest’anno sono 7 mentre l’anno scorso erano 3, lo stesso valore del 2019. E sono 4 (meno una rispetto al primo semestre di due anni fa ed in crescita sul 2020, quando era stato aperto un unico fallimento) le procedure fallimentari aperte nel primo semestre 2021 relative al commercio sia all’ingrosso (2) che al dettaglio (2).

I pubblici esercizi hanno totalizzato 2 fallimenti (ristorazione). Appaiono toccati più marginalmente, invece, sia il settore della logistica-trasporti, per il quale si conta solo una procedura, sia quello dei servizi per edifici e paesaggi (un fallimento).