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Il Covid torna a correre, 28 nuovi casi: sono 100mila i non vaccinati in provincia

Dai 39 anni in giù solo la metà ha fatto o prenotato il vaccino. La percentuale minore (38%) riguarda i giovani tra i 12 e i 17

REGGIO EMILIA – Seppure con numeri ancora contenuti, il Covid torna a correre in provincia di Reggio Emilia. Dopo settimane in cui il numero dei nuovi casi positivi (mai sceso a zero) è risultato sempre a una cifra, quelli comunicati oggi dall’Ausl saranno 28, tutti sintomatici, derivanti da un precedente focolaio di 14 persone. Si tratta, spiega il direttore sanitario dell’Azienda Nicoletta Natalini, “di persone giovani di rientro dalle vacanze, per la maggior parte non vaccinate, o che hanno fatto il vaccino da un tempo non sufficiente a garantirne la massima efficacia”.

A subire il contagio perché privi di copertura vaccinale, però, sono state anche le cinque persone di età più avanzata attualmente ricoverate, di cui solo una accusa un principio di insufficienza respiratoria. Lo conferma il direttore del presidio ospedaliero Giorgio Mazzi che commenta: “Questa lenta ma costante crescita dei casi non sta ancora impattando sui ricoveri. Ma non si capisce questa refrattarietà al vaccino di persone anche non più giovani, che avrebbero tutto l’interesse a farlo per il rischio maggiore di contrarre il virus in forma grave”.

Non vaccinarsi, sintetizza Natalini, “si sta rivelando un boomerang”. A questo proposito, allo stato attuale, l’Azienda sanitaria calcola in 100.000 (su 451.000 assistiti a livello provinciale) i reggiani che non hanno aderito alla campagna di vaccinazione.

In dettaglio nella fascia di età tra i 70 e gli 80 anni e oltre, la copertura viene giudicata soddisfacente, con percentuali superiori al 90% (è del 95,4% per gli ultraottantenni), ma via via decrescenti fino ai cittadini dai 39 anni in giù, di cui solo la metà ha fatto o prenotato il vaccino. La percentuale minore (38%) riguarda i giovani tra i 12 e i 17. Tra i non vaccinati ci sono poi anche dei sanitari, alcuni dei quali stanno cercando di far valere le loro ragioni contro l’obbligatorietà al Tar di Parma.

Lunedì intanto l’Ausl invierà le lettere di invito alla vaccinazione a quanti, tra i 1500 operatori che non l’hanno già fatta, non hanno risposto alla prima comunicazione inviata o hanno addotto giusticazioni non valide. Non sono infine troppo confortanti i risultati dell’iniziativa della vaccinazione “itinerante” fatta con i camper nei mercati dei Comuni della provincia, che ha intercettato solo 20 “indecisi”. Uno “in più va comunque bene”, conclude Natalini, annunciando che con i camper sono già calendarizzati altri 24 appuntamenti.