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I Teatri ripartono con le mezze stagioni

Ecco il calendario da settembre a dicembre per opera, concerti, danza e prosa

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REGGIO EMILIA – Le mezze stagioni sono tornate. La Fondazione I Teatri di Reggio ribalta il detto popolare e presenta il proprio calendario da settembre a dicembre 2021. Opera, Concerti, Danza e Prosa, oltre ai già annunciati spettacoli del Festival Aperto, torneranno nei Teatri Valli, Ariosto e Cavallerizza. Per i Musical e per la Stagione Ragazzi ci sarà da attendere l’altra “mezza stagione”, cioè da gennaio in poi, sperando che la situazione sanitaria consenta di ampliare la capienza dei teatri, che al momento resta ridotta.

Concerti
Il primo appuntamento della riapertura sarà con la Stagione dei Concerti, da sempre uno dei fiori all’occhiello della Fondazione i Teatri. Due serate (9 e 10 settembre) con l’eccezionale Camerata Salzburg, orchestra impegnata in un programma interamente dedicato a Mozart, assieme al violinista francese Renaud Capuçon, interprete che sa trasfigurare la propria straordinaria perizia tecnica in sciolta, variegata sensibilità. Stravinskij, di cui si celebrano i 50 anni dalla morte, è un compositore inimitabile. Osannato in vita eppure mai adagiato sul successo, russo eppure cosmopolita, classico eppure anticlassico, è il protagonista di due concerti in condivisione tra Stagione dei Concerti e Festival Aperto.

I Solisti della Mahler Chamber Orchestra (20 ottobre) presentano musiche da camera risalenti agli anni Venti, (con l’Ottetto e la Suite de l’Histoire du Soldat); il Duo Labèque – Katia e Marielle, pianoforte – (23 ottobre) si misura con La sagra della primavera, il lavoro prima più scandaloso e poi più acclamato dell’intera produzione di Stravinskij. Alexander Malofeev (14 dicembre) è un autentico prodigio del panorama pianistico del nuovo millennio: classe 2001, è riuscito a farsi conoscere grazie alla sua straordinaria esibizione al Concorso Tchaikovsky per giovani musicisti nel 2014, ottenendo il Primo Premio. A Reggio, il suo è uno dei concerti saltati più volte causa pandemia, eseguirà musiche di Schubert, Medtner, Rachmaninov.

Opera
Se si esclude il Barbiere di Siviglia, di Rossini, trasmesso in streaming lo scorso marzo, e il recentissimo Ballo /Combattimento di Monteverdi, l’opera manca dal Teatro Valli da quasi due anni. L’idea, quindi, è quella di recuperare il tempo perduto con diverse proposte di qualità, che non si esauriscono con l’autunno. Si comincia con Giovanna D’Arco (26 e 28 novembre) in cui Giuseppe Verdi si impadronisce del mito di Giovanna d’Arco e ci consegna un grande affresco epico in cui emerge, magistralmente, il rapporto tra padre e figlia. A dicembre (10 e 12) ecco il Werther di Massenet in una ampia coproduzione fra Opera Lombardia e i teatri di Modena, Reggio Emilia, Ferrara e Pisa. Ispirato al romanzo I dolori del giovane Werther di Goethe, narra la tragica vicenda amorosa fra il protagonista e Charlotte. Da segnalare la partecipazione del Coro delle Voci Bianche della Fondazione I Teatri, progetto di formazione che promuovere l’educazione alla musica dei ragazzi e delle ragazze, anche attraverso il loro diretto coinvolgimento nella realizzazione di spettacoli e concerti.

Rientra nel Festival Aperto l’opera contemporanea di Federico Gardella Else (8 e 10 ottobre), dalla novella di Schnitzler, coprodotta con Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.

Danza
Gli archetipi dell’esistenza di Dimitris Papaioannou, la nostalgia del futuro di Peeping Tom, l’energia di Hofesh Shechter, grandissimi nomi internazionali, impensabile fino ad oggi presentarli uno dopo l’altro, in una Stagione che si intreccia col Festival Aperto, foriero a sua volta di altri importanti appuntamenti con coreografi italiani e internazionali. Transverse Orientation “un lungo atto di magia artistica” secondo il New York Times, porta al Teatro Valli (1, 2 e 3 ottobre) la mitologia, i simboli e le metafore del visionario Papaioannou. Doppio appuntamento per i Peeping Tom: da un lato la commissione site specific La Visita (4, 5, 6 e 7 novembre), in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara, vincitore del Premio Fedora – Van Cleef & Arpels Prize for Ballet 2021: dall’altro la nuova creazione Triptych (6 e 7 novembre), un mondo inquietante, con un linguaggio unico ed estremo di movimento e performance. Infine l’iconica coreografia Political Mother Unplugged (14 novembre) di Hofesh Shechter, incentrata sui temi di totalitarismo e violenza ideologica, temi attuali più che mai, in un intenso viaggio visivo e sonoro.

Prosa
Il ritorno del teatro di parola avverrà attraverso la riprogrammazione di Orgoglio e Pregiudizio (12 e 13 novembre), cancellato durante la pandemia: il grande romanzo di fine ‘800 di Jane Austen rivive con la regia di Arturo Cirillo tra enormi specchiere che moltiplicano i personaggi e spalancano l’azione a un pensiero sulla insostenibile leggerezza delle relazioni amorose e familiari. BROS (2,3 e 4 dicembre) di Romeo Castellucci sta per “Brothers”, fratelli; un lavoro sulla polizia pensato però in chiave antropologica. Una complessa macchina dove, senza prove, una quarantina di attori sono chiamati a svolgere compiti, “ordini” impartiti con auricolare. Si affianca ad un altro lavoro di Castellucci, l’installazione Il Terzo Reich (Festival Aperto, 21 novembre) sul potere del linguaggio. È un tema, questo, da sempre vivo sia nel lavoro di Castellucci sia in quello della Socìetas. Il generale Dietrich von Choltitz, governatore di Parigi durante l’occupazione nazista, e il console svedese Raoul Nordling, nella notte tra il 24 e il 25 agosto 1944 si fronteggiano in uno scontro verbale senza esclusione di colpi. Sono due ruoli perfetti per Elio De Capitani e Ferdinando Bruni che in Diplomazia (14 e 15 dicembre) tornano a ‘sfidarsi’ sul palco in un nuovo affondo nella storia del ‘secolo breve’. Libertà, destino e responsabilità individuali: grandi temi di ieri e di oggi che sul palcoscenico s’illuminano di tutta la loro attualità.

Biglietti in vendita a settembre (ad esclusione della Camerata Salzburg e degli spettacoli inseriti nel Festival Aperto, già acquistabili su www.iteatri.re.it). Se le capienze, in base alle normative sanitarie, lo consentiranno saranno realizzati, sempre da settembre, dei mini abbonamenti.

Accesso a Teatro
In base al decreto approvato il 22 luglio, l’ingresso agli spettacoli a teatro sarà possibile solo a coloro muniti di: certificazione verde Covid-19 (Green Pass), comprovanti l’inoculamento almeno della prima dose vaccinale Sars-CoV, oppure certificazione comprovante la guarigione dall’infezione da Sars-CoV-2 (validità 6 mesi), oppure test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2 (con validità 48 ore).

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