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Comune, oltre 20 milioni per cambiare la zona stazione

Le risorse sono state ottenute con due bandi pubblici: con l'aiuto dei privati raddoppieranno

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REGGIO EMILIA – Il piano “R60” del Comune di Reggio Emilia per la riqualificazione del quartiere della stazione è pronto a decollare. Per il complesso progetto urbanistico e sociale che per la prima volta prevede di connettere la zona di via Turri a sud dei binari ferroviari con il “Parco dell’innovazione” posto a nord, alle ex Reggiane, l’amministrazione comunale ha infatti ottenuto un finanziamento complessivo di 20,3 milioni, per i progetti candidati lo scorso marzo a due bandi pubblici della Regione e del ministero delle Infrastrutture.

Risorse che, unite a quelle dello stesso Comune, di Acer e di soggetti privati, portano l’ammontare disponibile per l’investimento a 41,7 milioni. Una cifra cioè che, come spiega l’assessore Lanfranco De Franco, permette di dare copertura a una buona parte del costo del piano (circa 74 milioni) e a 11 dei 17 interventi previsti.

Tra le operazioni di maggior rilievo quella piu’ delicata dal punto di vista sociale riguarda il progetto sul cosiddetto comparto “902” (tra via Turri e via Paradisi), dove verranno realizzati 109 alloggi residenziali pubblici e 38 privati convenzionati (147 appartamenti in totale). Un intervento che, nei numeri 6, 8, 10, 12, 14 e 16 di via Paradisi prevede la riqualificazione delle palazzine esistenti, ma anche la demolizione e ricostruzione ex novo di un edificio.

Sono quindi 200 i residenti che dovranno lasciare le loro case, con cui il Comune ha avviato nei mesi scorsi un’interlocuzione per offrire un’adeguata alternativa abitativa. Nel “902” si prevedono inoltre due nuove palestre, il deposito esterno dei libri delle biblioteche e uno spazio specifico per la creatività giovanile con tecnologie digitali. La seconda opera finanziata, a forte valenza anche simbolica, è poi il sovrappasso ferroviario ciclopedonale (largo 8 metri) che dalla “sponda” sud di piazza Domenica Secchi scavalcherà la ferrovia, connettendo fisicamente il quartiere alle ex Reggiane, dove è previsto il terzo intervento.

Cioè la riqualificazione del Capannone 17/2 soprannominato “la cattedrale” e di parte del capannone 15/C, che insieme ospiteranno i corsi di laurea di Unimore incentrati sul digitale, rappresentando di fatto il quarto polo cittadino dell’ateneo. I tempi di esecuzione delle opere sono legati a quelli di effettiva erogazione dei fondi da parte del ministero, che per il sindaco Luca Vecchi non saranno però troppo lunghi, visto che derivano dal Pnrr, a sua volta vincolato da una scadenza di spesa. “In quel contesto urbano della stazione che per anni è stato oggetto di discussione pubblica perché ritenuto il più problematico della città – aggiunge Vecchi – l’amministrazione ha oggi non solo un ambizioso piano per riqualificarlo, ma anche le risorse per realizzarlo”.

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